Conte a Salvini: «Non siamo i tuoi passacarte». E il leader della Lega minaccia la fine del governo dopo le Europee

di Enzo Boldi | 24/04/2019

Conte, Di Maio e Salvini

Volano stralci. Il governo gialloverde è arrivato all’ennesima prova di resistenza dopo quasi un anno alla guida del Paese. Il Consiglio dei Ministri di martedì sera non ha sanato le fratture emerse nei giorni scorsi tra i vari uomini forti delle due anime della maggioranza. Anzi, ha acuito ancor di più le distanze che – foraggiate dalla campagna elettorale in vista delle elezioni Europee – sono sempre più evidenti. E proprio la data del 26 maggio sarebbe stata indicata da Matteo Salvini come il giorno della fine di questa esperienza congiunta tra Lega e Movimento 5 Stelle. Lo scontro con Giuseppe Conte e Luigi Di Maio è apertissimo e le parole volate nelle stanze di Palazzo Chigi hanno lasciato il segno.

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A rompere ancor di più l’idillio ci ha pensato Matteo Salvini che, sfruttando l’assenza temporanea di Luigi Di Maio – impegnato nelle registrazioni della sua intervista a Di Martedì – che si è presentato a Consiglio dei Ministri già iniziato. Il ministro dell’Interno, tronfiamente, aveva dichiarato alla stampa che il cosiddetto Salva Roma era stato stralciato dal decreto crescita, in accordo con il premier Giuseppe Conte, unico interlocutore non leghista (oltre al ministro Barbara Lezzi) a Palazzo Chigi. Dichiarazioni che hanno fatto infuriare il premier, perché nulla era stato ancora deciso.

Conte e Salvini litigano. Di Maio si sente accoltellato

«Perché l’hai fatto? Basta pagliacciate – ha tuonato Giuseppe Conte nei confronti di Matteo Salvini -. Come ti viene in mente di farci fare la figura dei passacarte». I toni dello scontro, riportati da Repubblica e Corriere della Sera, descrivono un duello frontale, con il premier per la prima volta veramente iracondo per il comportamento del ministro dell’Interno. E ad infiammare ancor di più il confronto è stato Luigi Di Maio che accusa il leader della Lega di averlo «accoltellato» e di fare tutto questo solamente per rincorrere alcuni punti percentuali.

La deadline del 27 maggio

Dal canto suo, Matteo Salvini sembra avere le idee sempre più chiare sul futuro a tempo di questa maggioranza. Tra le chat dei leghisti, infatti, gira un messaggio dello stesso leader del Carroccio che spiegherebbe quanto sia inutile andare avanti con il Movimento 5 Stelle. Il rompete le righe, quindi, potrebbe arrivare il 27 maggio, all’indomani del voto per le Europee.

(foto di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI)