La Lega sostiene che nella commissione Segre bisognava prevedere anche la «cristianofobia»

di Redazione | 30/10/2019

commissione Segre

La commissione contro gli haters in Senato promossa dalla senatrice a vita Liliana Segre, alla fine, c’è. L’accordo è stato trovato intorno al testo lanciato dalla maggioranza che ha avuto come prima firmataria proprio la donna che è sopravvissuta all’orrore dei campi di concentramento. In serata il testo è stato approvato dall’aula di Palazzo Madama con 151 sì, nessun contrario e 98 astenuti.

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Commissione Segre, il faticoso iter in Senato

Ma c’è stato un dibattito molto serrato per tutta la giornata: 5 diverse mozioni sono state presentate al Senato, tra cui una della Lega. Il problema, secondo il Carroccio, era quello di aver fatto una proposta squilibrata in favore delle forze di maggioranza. In modo particolare, è stato critico l’intervento della senatrice del Carroccio Stefania Pucciarelli.

Commissione Segre, la Lega voleva introdurre il concetto di cristianofobia

Quest’ultima ha affermato: «La commissione Segre rischia di essere di parte, perché non considera il fenomeno crescente della cristianofobia». Secondo la senatrice, per parificare l’odio in rete antisemita si sarebbe reso necessario introdurre il concetto di cristanofobia. La proposta è stata rispedita al mittente da Davide Faraone di Italia Viva, che ha affermato che non avrebbe mai votato una proposta lanciata dalla Lega che secondo lui «trasformare il Paese in una fabbrica d’odio».

La citazione, ovviamente, è desunta dall’ultima puntata di Report che ha mostrato come la strategia del Carroccio sia stata improntata a favorire in maniera aggressiva alcuni messaggi in rete. Il dibattito si è consumato di fronte a un’incredula Liliana Segre, che pensava – per sua stessa ammissione – di aver posto all’attenzione dell’aula un discorso ampiamente condiviso e sul quale non ci sarebbero dovute essere divisioni. E invece, non è stato così.

FOTO: ANSA / MATTEO BAZZI