Estremisti di destra volevano far saltare in aria una Moschea in provincia di Siena

di Enzo Boldi | 12/11/2019

Colle Val D'Elsa

Dodici persone sono state indagate, in provincia di Siena, con le accuse di detenzione abusiva di armi e associazione con finalità eversiva. L’operazione, condotta dalla Dda, ha fatto emergere un piano di questi estremisti di destra – ancora non è chiaro se si tratti di persone legate a qualche movimento politico ben definito – che avrebbe potuto avere gravissime conseguenze: far saltare in aria la Moschea di Colle Val D’Elsa, la più grande della Toscana.

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Le indagini sono partite da alcuni movimento sospetti sui social da parte di un banchiere 60enne della provincia di Siena che sulla propria pagina Facebook pubblicava omaggi al Duce e pensieri di stampo neo-fascista. Le sue gesta – e quelle del figlio – sono finite sotto la lente della Digos che ha poi scovato una vera e propria associazione eversiva, con tanto di arsenale inquietante e vari oggetti e bandiere che riportavano a un’ideologia nazi-fascista. La potenza di questa Santa Barbara nelle immagini mandate in onda dal TGR Toscana.

Colle Val D’Elsa e la Moschea sotto minaccia dei neofascisti

Armi in un quantitativo quasi para-miltare (tra pistole, mitra, fucili ed esplosivo), magliette ed effigi nazi-fasciste. Dalle intercettazioni, oltre all’arsenale, è emerso questo piano di far saltare in aria, attraverso il sabotaggio delle conduttore del gas, la Moschea più grande della Toscana, quella di Colle Val D’Elsa (in provincia di Siena). Un piano che venne interrotto dall’intervento della Polizia che aveva notato strani movimenti intorno alla struttura.

(foto di copertina: da Google Maps, Moschea di Colle Val d’Elsa in provincia di Siena)

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