Luigi Di Maio vuole togliere la Coca Cola dalle scuole

di Enzo Boldi | 05/07/2019

Coca Cola
  • Intervenendo al Villaggio della Coldiretti a Milano, Luigi Di Maio ha proposto un veto nelle scuole

  • Ha detto che la Coca Cola non andrebbe più messa nelle macchinette

  • Al posto della bibita iconica vorrebbe solo aranciata e prodotti made in Italy

Non bere la Coca Cola che non ti fa bene. Parafrasando i versi di ‘Bollicine’ di Vasco Rossi, si sintetizza la meglio quanto detto quest’oggi da Luigi Di Maio al Villaggio della Coldiretti a Milano. Il leader del Movimento 5 Stelle ha proposto la rimozione della lattine e bottigliette di Coca Cola dai distributori automatici all’interno delle scuole. Al posto dell’iconica bibita, il vicepremier vorrebbe spremute d’arancia e prodotti simbolo del Made in Italy.

«È assurdo che un bambino abbia nel corridoio un distributore di Coca Cola e merendine – ha detto Luigi Di Maio da Milano -. Mettiamo un bel distributore di spremuta d’arancia». Un discorso che – mettendo da parte il mero fattore commerciale – ha un senso. Il livello di bambini e ragazzi sovrappeso inizia a essere un problema atavico in Italia, anche se non come lo è (per esempio) negli Stati Uniti. Un’alimentazione con prodotti naturali e dal minor impatto di zuccheri e altri caroboidrati (non, quindi, come la Coca Cola) sarebbe più adatto alla dieta dei più piccoli, anche per la prevenzioni di problemi di salute che, nella maggior parte dei casi, possono essere ereditati da errate scelte tra cibi e bibite.

Coca Cola via dalle scuole: l’idea di Luigi Di Maio

«Ringrazio il ministro Bussetti – proseguito Luigi Di Maio dal Villaggio della Coldiretti – per il lavoro che sta facendo con il ministro dell’Ambiente e quello della Salute. Il buon mangiare viene dall’educazione alimentare e dall’eliminare il cibo spazzatura che viene somministrato a bambini». I dati della Childhood Obesity Surveillance 2018 (che hanno preso in considerazione il triennio 2015-2017) mostrano come tra il problema dell’obesità infantile e dei bambini in sovrappeso sia da tenere in forte considerazione per via di numeri che parlano abbastanza chiaro.

I dati sull’obesità infantile in Italia

I bambini italiani, secondo l’ultimo rapporto, sono infatti tra i maggiori in Europa ad avere problemi di peso, con il tasso di obesità infantile tra i maschi (genere più colpito da questo fenomeno) che si attesta al 21%, a pari merito con Cipro. Per quel che riguarda il sovrappeso, si tocca addirittura una punta del 42%. Il trend nostrano non è in aumento, a occorre tenere sempre d’occhio la freccia della bilancia dei più piccoli. Vietare la Coca Cola dai distributori all’interno delle scuole non è certamente la panacea di tutti i mali, ma può essere un primo passo in questa direzione.

(foto di copertina: ANSA / MATTEO BAZZI)