Civiltà Cattolica contro Matteo Salvini: «No a rosari in politica, cristiani si indignino»

di Gaia Mellone | 19/05/2019

Civiltà Cattolica contro Matteo Salvini: «No a rosari in politica, cristiani si indignino»
  • Matteo Salvini ha chiuso il comizio a Milano di Sabato brandendo un rosario

  • Il vicepremier ha invocato i sei patroni, facendo appello ai valori cristiani

  • La dura condanna di Antonio Spadaro: «Coscienza cristiana mercanteggiata e blandita

Matteo Salvini durante sul comizio a Milano per le europee è apparso durante il suo discorso di chiusura con in mano un rosario, appellandosi ai sei protettori Lo ha baciato mentre si appellava ai «sei patroni di questa Europa: a San Benedetto da Norcia, a Santa Brigida di Svezia, a Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce. Ci affidiamo a loro. E affidiamo a loro il destino, il futuro, la pace e la prosperità dei nostri popoli». Il vicepremier ha poi baciato il rosario aggiungendo che «personalmente affido l’Italia, la mia e la vostra vita al cuore immacolato di Maria che son sicuro ci porterà alla vittoria, perché questa Italia, questa piazza, questa Europa sono simbolo di mamme, papà, uomini e donne che col sorriso, con coraggio, con determinazione vogliono la convivenza pacifica, danno rispetto ma chiedono rispetto». Un gesto simbolico che va a toccare gli italiani cristiani e cattolici, ma che proprio dalla comunità cristiana è stato ripudiato.

 Antonio Spadaro contro Matteo Salvini: « La coscienza cristiana, a mio avviso, dovrebbe sussultare con sdegno e umiliazione »

Matteo Salvini però ha anche attaccato Papa Francesco per le sue dichiarazioni sull’accoglienza, sempre tenendo tra le mani il suo rosario. Mischiare religione e politica però non è stata una mossa che ha convinto tutta la comunità cristiana. «Rosari e crocifissi sono usati come segni dal valore politico ma in maniera inversa rispetto al passato» ha scritto su Facebook Antonio Spadaro, «se prima si dava a Dio quel che invece sarebbe stato bene restasse nelle mani di Cesare, adesso è Cesare a impugnare e brandire quello che è di Dio».  Il direttore della Civiltà Cattolica ha poi aggiunto in alcuni post successivi che «la coscienza critica e il discernimento  dovrebbe aiutare a capire che non è un comizio politico il luogo per fare litanie (e in nome di valori che col Vangelo di Gesù nulla hanno a che fare)». «Ciascuno può valutare le intenzioni e farsi la propria opinione. Tuttavia – prosegue ancora – è chiaro che l’identitarismo nazionalista e sovranista ha bisogno di fondarsi anche sulla religione per imporsi. Ha trovato questa carta della strumentalizzazione religiosa (in Italia come altrove nel mondo, sia chiaro: non siamo originali in questo!) come adatta e la usa. La coscienza cristiana, a mio avviso, dovrebbe sussultare con sdegno e umiliazione nel vedersi così mercanteggiata e blandita. Si facciano i propri discorsi, ma davanti a Dio bisogna togliersi i sandali».

 

Matteo Salvini risponde a Civiltà Cattolica: «Sono credente, i vescovi dalla mia parte»

La risposta di Matteo Salvini è arrivato Ata dal comizio domenicale.«L ‘Europa che nega le proprie radici non ha futuro- ha dichiarato Matteo Salvini –  Io sono credente, mio dovere è salvare vite e svegliare coscienze». Non solo, il leader Lega sostiene anche che la comunità cattolica sia dalla sua parte. «Frati, suore, missionari, vescovi, cardinali mi scrivono dicendo: mi raccomando Salvini tenete duro» ha detto ai giornalisti che gli chiedevamo di commentare le parole di Spadaro. Il ministro dell’interno ha quindi aggiunto di avere «il telefonino zeppo di messaggi, ovviamente riservati, che finiscono tutti con la stessa frase: ‘Matteo non dirlo’. Sono – ha ribadito – frati, suore, missionari, vescovi, cardinali che mi scrivono. ‘Mi raccomando Salvini tenete duro’ e poi aggiungono di non dirlo in giro. Alla faccia della democrazia».

(Credits immagine di copertina: ANSA/MATTEO BAZZI)