Christophe Dettinger, il boxer dei Gilet Gialli, è stato condannato ad un anno di carcere

di Gaia Mellone | 14/02/2019

  • Christophe Dettinger è stato immortalato mentre aggrediva dei gendarmi durante la manifestazione dei Gilet Gialli

  • Il video è diventato virale, e l'ex campione di pesi massimi sei era volontariamente costituito

  • Dovrà scontare un anno in carcere, ma in regime di semilibertà

Christophe Dettinger, ex-pugile, era stato immortalato in un video mentre prendeva a pugni dei poliziotti durante una manifestazione dei Gilet Gialli a Parigi. L’uomo, che non era presente in aula al momento della sentenza perché ammalato, è stato condannato a scontare oltre un anno in prigione, ma in sua difesa è intervenuta la rete. La petizione online ha raccolto in poche ore ben 100mila euro.

Christophe Dettinger, l’ex pugile dei Gilet Gialli, è stato condannato: «Volevo fermare un’ingiustizia»

Christophe Dettinger aveva aggredito dei poliziotti durante la manifestazione dei Gilet Gialli del 5 dicembre a Parigi. Aveva sferrato un pugno contro un poliziotto e si era poi avventato su un altro che era a terra prendendolo a calcio. Le aggressioni erano di una natura particolarmente violenta, poiché Dettinger è un ex campione nazionale dei pesi massimi leggeri. Le immagini erano state registrata da alcune telecamere e i video erano diventati virali sul web. L’uomo si era quindi volontariamente costituito dopo due giorni, e rischiava una condanna di 7 anni in carcere. La pena decisa dal giudice invece è stata più leggera.

Christophe Dettinger è stato infatti condannato a scontare 30 mesi in prigione con una sospensione condizionale di 18 mesi, e un anno verrà scontato in condizione di semilibertà. All’uomo è comunque permesso andare al lavoro i durante la giornata a patto di tornare in carcere la notte per i mesi previsti dalla sentenza. Inoltre per Dettinger è scattato il divieto di entrare a Parigi per sei mesi e dovrà pagare ai due poliziotti aggrediti un risarcimento di 2000 e 3000 euro.

Il 37enne prima di costituirsi aveva pubblicato un video su YouTube in cui spiegava le sue azioni. Parlando alla telecamere Dettinger si definisce un «normale cittadino» che aveva reagito dopo aver assistito a degli atti violenti da parte dei gendarmi francesi. La sua rabbia era stata accesso dopo aver visto la polizia usare un gas lacrimogeno a dei proiettili di gomma contro i manifestanti. «Volevo fermare un’ingiustizia, ma ho finito con il crearne un’altra» ha spiegato.

La petizione online a sostegno di Dettinger

Online i sostenitori dei gilet gialli si sono mobilitati per sostenere Dettinger. La campagna crowfunding aperta sul sito Leetchi aveva raccolto più di 114mila euro in poche ore con più di 7,801 donazioni per finanziare la difesa legale dell’ex pugile. La pagina, ora rimossa , riportava centinaia di messaggi di sostegno al pugile, che si sommavano ai tanti commenti sui social network che difendevano Dettinger. La campagna e in generale la difesa dell’ex pugile ha diviso la Francia. Se molti oppositori di Emmanuel Macron hanno twittato e postato su Facebook messaggi di supporto ai manifestanti e a Dettinger in particolare, molti altri utenti hanno condannato la raccolta fondi – che comunque si dichiarava «neutrale» – giudicandola come una «giustificazione della violenza». Contemporaneamente era apparsa anche una raccolta fondi a favore dei due poliziotti aggrediti, che ha raggiunto e superato la cifra di un milione di euro.

(credits immagine di copertina: frame dal video dell’aggressione)