Sri Lanka: «Rappresaglia per gli attentati alle moschee di Christchurch»

di Redazione | 23/04/2019

Christchurch
  • Il ministro dell'Interno Ruwan Wijewardene è stato chiaro sui legami tra i due attentati

  • Quelli in Sri Lanka sarebbero stati gesti di rappresaglia contro l'azione del suprematista bianco a Christchurch

Secondo il ministro dell’Interno dello Sri Lanka Ruwan Wijewardene, gli attentati che hanno colpito il Paese nella domenica di Pasqua, con attacchi coordinati a chiese e ad alberghi di Colombo e di altre città cingalesi, sarebbero frutto di una rappresaglia, da parte di gruppi islamisti, per quanto avvenuto a Christchurch in Nuova Zelanda, il 15 marzo 2019, quando 50 persone furono uccise in un attentato realizzato da un suprematista bianco.

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Legame tra gli attentati in Sri Lanka e la follia di Christchurch

Non si tratterebbe di un’azione di gruppi islamici del posto, ma ispirata da una rete internazionale, almeno secondo quanto affermato dal ministro dell’Interno del Paese in un discorso tenuto in Parlamento e svoltosi proprio nel giorno del dolore e del lutto nazionale. A Christchurch era stato un uomo isolato, Brenton Tarrant di 29 anni, a commettere una strage pubblicata in diretta social. Quella di Colombo e delle altre città dello Sri Lanka potrebbe essere stata una sorta di rappresaglia ispirata da gruppi più vasti, nella fattispecie Daesh.

L’Isis, infatti, aveva la sua base in Siria e in Iraq, ma i suoi tentacoli sono radicati in altri Paesi del mondo. Il bilancio delle vittime nello Sri Lanka è in continuo aggiornamento: nelle ultime ore, ormai, si parla di 321 morti e di oltre 500 feriti, alcuni dei quali in condizioni molto gravi. Restano, nel frattempo, delle perplessità sul modo di agire da parte delle autorità cingalesi che avevano ricevuto dei segnali molto forti di attacchi terroristici sul suolo del paese.

Le ultime novità sulla matrice dell’attentato in Sri Lanka

Stando a fonti del governo, tuttavia, non si sarebbe trattato di un fallimento dei servizi segreti, ma di una mancanza di circolazione interna delle informazioni a persone capaci di agire. Il governo, in ogni caso, ha affermato che a portare avanti questa vera e propria ritorsione potrebbe essere stato anche un altro gruppo islamico radicato sul territorio, oltre al National Thawheed Jamaat: ci sarebbe anche la possibilità che l’attentato sia stato eseguito materialmente dal Jammiyathul Millathu Ibrahim, sempre in seguito a un’azione di coordinamento con una rete terroristica più grande, che opera a livello internazionale.

(Credit Image: © Lahiru Harshana/ZUMA Wire)

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