Charlie Hebdo, perchè uno dei due killer ha abbandonato la carta d’identità

di Redazione | 09/01/2015

I killer di Charlie Hebdo, Said Kouachi e suo fratello Chérif, sono stati identificati dalla polizia francese grazie a un errore per più di un verso pazzesco. Said  Kouachi  ha infatti dimenticato la sua carta di identità in una delle vetture utilizzate per l’assalto al settimanale satirico di Parigi. Un errore incredibile, che ha risvegliato numerose fantasie complottiste, spiegato su 20 Minuten da una psicologa svizzera del Politecnico di Zurigo.

CHARLIE HEBDO E L’ERRORE DI SAID KAOUCHI – I due killer di Parigi, Said e Chérif  Kouachi , hanno agito da terroristi professionisti nell’attentato mortale condotto contro Charlie Hebdo. Una strage condotta con grande freddezza e lucidità, con l’uccisione mirata dei vignettisti satirici che avevano offeso il Profeta. La vendetta organizzata dai due jihadisti sarebbe probabilmente stata perfetta se i due fossero riusciti a mettersi alla fuga rimanendo anonimi per diverse ore dopo l’attentato. Il piano però non è riuscito per un clamoroso errore commesso da Said  Kouachi , che dopo essersi allontanato dalla strage nella redazione di Charlie Hebdo ha dimenticato la sua carta di identità in una delle macchine con cui si era dato alla fuga insieme al fratello Said. La clamorosa dimenticanza ha suscitato numerose fantasie complottiste, visto che un simile errore stride in modo piuttosto evidente con la professionalità con cui è stato condotto l’attentato. La teoria della «manina» è stata rilanciata anche dal blog di Grillo, ma la dimenticanza di Said  Kouachi può essere spiegata in modo razionale, e perfino banale.

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CHARLIE HEBDO E LA DIMENTICANZA DI SAID KAOUCHI – Una psicologa dell’Accademia militare del Politecnico federale di Zurigo, Nadine Eggimann, spiega a 20 Minuten come l’errore di Said  Kouachi  sia possibile. Una situazione di battaglia come quella in cui si è trovato il fondamentalista islamico provoca un tale stress mentale da poter far dimenticare oggetti molto importanti. La psicologa svizzera rimarca come simili circostanze rappresentino un enorme affaticamento cognitivo, che non può essere evitato neppure con una preparazione molto meticolosa. « Nelle situazioni di grandi stress molte persone si concentrano sulle cose fondamentali, come la fuga. Altri aspetti invece escono dall’attenzione principale, e la carta di identità dimentica ne è un esempio». La professoressa Eggimann rinuncia comunque a fornire una spiegazione più precisa, visto che al momento è solo possibile ricostruire una dinamica generica sull’errore di Said  Kouachi , per mancanza di ulteriori dati di fatto.

Photo credit: Screnshot Twitter/BBC News