La Cgil sconfessa Juan Guaidó: «Ci appelliamo al governo per il rispetto dello stato di diritto»

di Gaia Mellone | 24/01/2019

  • Jose Guaidó si è autoproclamato "presidente pro tempore" del Venezuela mercoledi 23 gennaio

  • La CGIL ha diffuso via twitter una mozione approvata in cui «esprime profonda preoccupazione» per quanto sta accadendo in Venezuela

  • Jose Guaidó aveva ricevuto un immediato riconoscimento dal Canada e da Donald Trump

Jose Guaidó non piace alla CGIL. Il XVIII congresso della Confederazione Generale Italiana del Lavoro ha approvato una mozione di condanna contro l’autoproclamazione a presidente pro tempore del Venezuela del leader dell’opposizione Maduro. Su twitter il sindacato riassume così la decisione: «La CGIL esprime profonda preoccupazione e si appella a tutte le parti per il rispetto dello stato di diritto e per la protezione dei diritti umani, evitando azioni violente, repressive e di non ritorno allo stato democratico».

Cgil sconfessa Juan Guaidó: «Esprimiamo grande preoccupazione»

Posizione netta del sindacato italiano dei lavoratori nei confronti dell’autoproclamazione di Jose Guaidó. La CGIL esprime «profonda preoccupazione» per quanto sta accadendo in Venezuel». Nel comunicato rilasciato anche sul profilo twitter ufficiale, il sindacato scrive che «condanna con estrema fermezza le ingerenze e le pressioni esterne, a partire dall’embargo imposto dagli USA su farmaci e sistema finanziario, che anziché aiutare il Venezuela ad uscire da questa crisi, ne hanno favorito la crescita, la profondità e la distanza tra le parti». La condanna però si estende anche alle «immediate prese di posizione a favore dell’auto-proclamazione a capo dello stato del presidente del Parlamento, Juan Guaidò, quale risposta al risultato elettorale del maggio scorso che ha portato Nicolas Maduro per la seconda volta alla presidenza del paese». Guaidó ha detronizzato Nicolas Maduro dalla piazza durante le manifestazioni contro il regime. Migliaia di Venezuelani sono scesi in strada per protestare contro la seconda rielezione, ancora non riconosciuta come legittima del parlamento, del leader del Partito Socialista Unito del Venezuela.

La Cgil conclude la mozione con un appello: «Coerentemente con i propri principi e valori di libertà , di rispetto per i diritti umani, di solidarietà internazionale, e per quanto sopra espresso, ritiene di dover rivolgere un appello alle istituzioni ed al governo del Venezuela affinché siano garantiti i diritti e le libertà di espressione e di associazione senza nessun tipo di discriminazione, perché solamente così facendo, e con l’aiuto e la solidarietà della comunità internazionale, il Venezuela potrà uscire da questa crisi più forte, più indipendente e più democratico».

(credits immagine di copertina: © Roman Camacho/SOPA Images via ZUMA Wire ; Twitter @cgilnazionale)