Cesare Battisti parla per la prima volta: «Sono stato umiliato»

di Gaia Mellone | 22/01/2019

cesare battisti
  • Cesare Battisti è stato trasferito il 14 gennaio nel carcere di Oristano dove sta scontando ergastolo con 6 mesi iniziali di isolamento diurno.

  • Lo hanno incontrato gli esponenti dei Radicali Maurizio Turco e Irene Testa

  • A loro l'ex latitante ha raccontato di sentirsi umiliato dal suo Paese, e che sta scrivendo un libro

Cesare Battisti si è sentito «umiliato» al suo arrivo in Italia. Per la prima volta dal suo arresto, l’ex latitante ha rilasciato delle dichiarazioni, affidate agli esponenti dei Radicali Maurizio Turco e Irene Testa, che lo hanno incontrato insieme agli avvocati Annamaria Uras e Rosaria Manconi dell’Unione Camere penali alla fine del consueto giro d’ispezione dei penitenziari.

Cesare Battisti si è sentito «umiliato» e dice di non essere la stessa persona di 40 anni fa

Gli esponenti dei Radicali hanno incontrato Cesare Battisti nella sua cella di isolamento dopo aver fatto un’ispezione del penitenziario di Oristano. «Lo abbiamo trovato abbastanza bene, tranquillo» hanno dichiarato all’Adnkronos Irene Testa e Maurizio Turco. «Ci ha detto che alcuni parenti hanno fatto istanza per venirlo a trovare e ci ha parlato dei suoi tre figli, di cui due in Francia e uno in Brasile» hanno continuato i due esponenti dei Radicali, sottolineando che Battisti ha ribadito «che gli agenti della polizia penitenziaria di Oristano lo stanno trattando bene, cosa peraltro confermata da altri detenuti che non hanno denunciato alcuna anomalia». Se Cesare Battisti non ha lamentato alcun problema all’interno delle mura del penitenziario di Oristano, ha invece detto di «essere rimasto male per come è stato trattato al suo arrivo in Italia». «Ci ha spiegato di essersi sentito umiliato e di non riconoscersi nella descrizione fatta della sua persona – hanno continuato parlando con Adnkronos – perché ci ha detto testualmente di non essere più quella persona che era 40 anni fa, che non ci si può accanire così e non si può scontare una condanna due volte».

Cesare Battisti e il video del Ministro Alfonso Bonafede

Il racconto del colloquio tra Testa e Turco con Cesare Battisti tocca anche la questione del video del suo arresto diffuso dal ministro Alfonso Bonafede sulla sua pagina Facebook, criticando aspramente dai social e dai colleghi avvocati. Battisti «ha detto di non voler commentare il video» aggiungendo però che «in questi giorni, proprio per le tante inesattezze e cattiverie raccontate, ha preferito spegnere la tv e non leggere alcun giornale». Battisti non è voluto entrare nel merito delle accuse a suo carico, e dice di continuare a rivolgere «un pensiero ai figli, che ovviamente gli mancano moltissimo». Cesare Battisti ha raccontato anche che tra le mura della sua cella di isolamento «sta scrivendo un libro» e si è dedicato alla lettura di Se questo è un uomo di Primo Levi.

(credits immagine di copertina:  ANSA / ETTORE FERRARI)