Cesare Battisti, fissata l’udienza per commutare l’ergastolo in 30 anni

di Gaia Mellone | 11/03/2019

cesare battisti
  • Cesare Battisti è stato condannato all'ergastolo per 4 omicidi

  • Dopo 40 anni di latitanza, è stato arrestato lo scorso 14 dicembre

  • La richiesta avanzata dal legale della difesa verrà discussa il 18 marzo

Cesare Battisti ha avanzato tramite il suo legale la richiesta di commutare l’ergastolo in 30 anni di reclusione in carcere. L’udienza è fissata per il prossimo 18 marzo presso la Corte d’Assise d’Appello di Milano.

Cesare Battisti: fissata l’udienza per commutare l’ergastolo in una pena di 30 anni

Cesare Battisti tramite il suo legale Davide Steccanella ha richiesto a febbraio che l’ergastolo venisse commutato in 30 anni di reclusione in carcere. Secondo quanto riportato nell’istanza depositata dall’avvocato della difesa, risulta che negli accordi di estradizione tra Italia e Brasile fosse stata concordato uno sconto di pena per l’ex terrorista dei Pac, con dannato per aver commesso 4 omicidi alla fine degli anni ’70. Già «nella decisione di estradizione del 16 dicembre 2009» scrive nell’istanza il difensore, «viene espressamente indicata la clausola di limitazione temporale della pena» sulla quale è necessaria «una pronuncia chiara e definitiva».

Il rispetto dell’accordo tra Italia e Brasile per l’estradizione di Cesare Battisti

Il titolare del fascicolo, il sostituto pg Antonio Lamanna, aveva già dato un parere negativo all’istanza. Secondo il legale invece era fondamentale ridiscutere la pena per rispettare gli accordi presi con il Brasile: nel paese sudamericano infatti la pena di reclusione a vita non è prevista. L’accordo Italia-Brasile è l’unico documento su cui fare affidamento, poiché, sempre secondo quanto sostenuto dalla difesa di Battisti, la consegna del latitante da parte delle forze boliviane non avrebbero rispettato le procedure di espulsione. Il «funzionario boliviano» non avrebbe atteso i tre giorni imposti dalla legge locale per permettere il ricorso, e aveva «omesso di inviare l’espulso nel Paese d’origine» che risultava essere il Brasile. Dalla Bolivia all’Italia quindi non ci sarebbero documentati validi attestanti l’estradizione, e l’unico metro di riferimento resta quello stretto con il Brasile.

La Corte D’assise d’Appello di Milano ha accolto l’istanza e ha quindi fissato la data dell’udienza per la discussione al 18 marzo. In caso di commutazione della pena, il legale Steccanella sostiene che la pena di 30 anni dovrà «essere detratto quanto oggetto dei diversi provvedimenti di condono» e il «presofferto» ovvero il periodo già trascorso da Battisti in carcere.

(credits immagine di copertina: Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)