I Carabinieri avevano etichettato come «polli» gli americani che, poi, uccisero Cerciello Rega

di Enzo Boldi | 06/09/2019

Cerciello Rega
  • Emergono nuovi dettagli su quella tragica sera che portò alla morte di Mario Cerciello Rega

  • Dalle comunicazioni telefoniche emerge una sottovalutazione della pericolosità da parte dei Carabinieri

  • Descrivono i due ragazzi americani come dei "polli". Smentito il ruolo di Brugiatelli come informatore

Erano considerati dei ‘polli’, ma non lo erano. Dalle comunicazioni telefoniche tra i Carabinieri in quella notte tragica che, qualche ora dopo, portò alla morte di Mario Cerciello Rega per accoltellamento, emerge come ci sia stata una sottovalutazione di quei due ragazzi americani tenuti sott’occhio nel corso di tutta la giornata. Degli sprovveduti, dunque, che andavano in giro per la capitale a cercare la droga da poter comprare. Ma la storia successiva e le ricostruzioni, alla fine, hanno evidenziato che il 20enne Elder Finnegan Lee e il 19enne Gabriel Natale Hjorth avevano studiato una strategia per lo scambio, con tanto di sopralluoghi preventivi.

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È quanto emerge, ed è stato trascritto da La Repubblica, dalle carte nelle mani degli inquirenti. In quelle oltre 200 pagine ci sono tutti i momenti di quella tragica serata: dalla telefonata di Varriale per chiedere aiuto dopo l’accoltellamento del collega Cerciello Rega a tutti gli spostamenti tenuti sotto controllo dei due ragazzi americani. E da qui emerge come quelli che sono stati definiti «due polli», in realtà, erano molto più sgamati del previsto. Gabriel Natale Hjorth, infatti, si era addirittura prodigato in un sopralluogo della zona per individuare un’area non coperta dalle telecamere per fissare l’appuntamento con Brugiatelli per la restituzione del suo borsello, rubato qualche ora prima.

Cerciello Rega e i ragazzi americani che lo hanno ucciso

Nelle stesse carte, poi, emerge anche come Sergio Brugiatelli non sia mai stato un informatore e che, nei mesi precedenti, non ci sia mai stato alcun contatto con Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale. Anzi, nel pedinamento si intuisce come i Carabinieri non conoscano proprio l’uomo col borsello: «Ci sta il pelato che secondo me sta facendo da intermediario».

Il ruolo di Brugiatelli

Si trattava, dunque solamente di un intermediario che metteva in contatto i clienti con i pusher. Quella tragica sera, infatti, Brugiatelli portò i due ragazzi americani dal suo amico Italo Pompei che, però, ha tentato di vender loro della tachipirina spacciandola per cocaina. E da lì il piano inclinato dei fatti ha portato a quella tragica tragedia di quella notte di mezza estate.

(foto di copertina: ANSA)