Il cda Ama si dimette di nuovo. Sempre per i 18 milioni di crediti sui servizi cimiteriali

di Redazione | 01/10/2019

cda Ama

La municipalizzata di Roma per i rifiuti azzera il suo cda Ama per la seconda volta in due anni. Oggi sono arrivate le dimissioni in blocco del board dell’azienda che si occupa dei rifiuti nella Capitale. Una grana non da poco per la sindaca Virginia Raggi, che adesso deve affrontare un nuovo riassetto della municipalizzata, con tutti i problemi – che si rifletteranno anche nell’attività quotidiana – che ne conseguiranno.

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Cda Ama, nuove dimissioni

Luisa Melara, Paolo Longoni e il consigliere Massimo Ranieri si sono dimessi per lo stesso motivo che aveva provocato l’addio del vecchio consiglio di amministrazione. Il credito di 18 milioni di euro che l’Ama vanta con il comune per la gestione dei servizi cimiteriali. In passato, per risolvere la situazione, l’azienda per la gestione dei rifiuti aveva inserito questa cifra in una sorta di fondo speciale. Una condizione che, tuttavia, ha creato un nuovo muro contro muro con il comune, che non ha accettato l’approvazione del bilancio.

Le reazioni alle dimissioni del cda Ama

«Non accettiamo – hanno fatto sapere dal Campidoglio – un bilancio redatto in maniera non corretta e contenga valutazioni di trattamento contabile già in precedenza non avallate dal Comune». Il riferimento è sempre ai soliti 18 milioni di euro che sarebbero comunque stati messi a bilancio dall’Ama.

«Fermare la deriva dei fallimenti pilotati dell’amministrazione Raggi è possibile – ha comunicato il gruppo di minoranza che fa capo al Partito Democratico in merito a quanto accaduto -: è tempo di nominare un commissario per Ama che tolga i poteri a Roma Capitale e eviti il disastro». Ma il secondo consiglio di amministrazione in due anni che naufraga sullo stesso tema non è un buon segnale nemmeno per il futuro.

(Credit Image: © Matteo Nardone/Pacific Press via ZUMA Wire)

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