La Cassazione annulla la sentenza «troppo mascolina per essere stuprata»

di Enzo Boldi | 09/04/2019

Cassazione
  • La corte di Cassazione ha bocciato una delle sentenze che ha fatto più discutere negli ultimi mesi

  • Si tratta del giudizio della corte d'Appello di Ancona che aveva scagionato due giovani dall'accusa di stupro

  • Secondo i giudici, la vittima era troppo mascolina per poter subire una violenza sessuale

Un passo indietro per farne uno in avanti. La corte di Cassazione ha deciso di annullare una sentenza contestata che riguardava lo stupro di una donna ad Ancona nel 2013. Secondo i giudici dell’Appello, infatti, i presunti colpevoli erano stati assolti perché la vittima era «troppo mascolina», con riferimento nel testo della sentenza (che risale al 2017) a una foto allegata agli atti. Ora, dopo mesi di polemiche, la decisione di annullare quanto deciso ormai due anni fa.

La Corte d’appello di Ancona, nella sua sentenza del 2017, si è basata «sulla incondizionata accettazione del narrato degli imputati, che viene ritenuta riscontrata da elementi non decisivi», come gli sms che la vittima si sarebbe scambiata con uno degli imputati, e da elementi «irrilevanti in quanto eccentrici rispetto al dato di comune esperienza rispetto alla tipologia dei reati in questione come l’aspetto della vittima», spiega il giudizio della corte di Cassazione che ha annullato la sentenza.

La Cassazione annulla la sentenza «non è stupro, lei è troppo mascolina»

La Cassazione ha, quindi, accolto tutti i ricorsi della procura generale di Ancona e della parte civile, disponendo un nuovo processo davanti ai giudici della Corte d’appello di Perugia. Nella  nella sentenza depositata oggi dalla terza sezione penale si definisce «meramente congetturale» la ricostruzione secondo cui «la madre della ragazza, al rientro della stessa serata ‘goliardica’, avrebbe preso a schiaffi la figlia vedendola ubriaca, ciò che avrebbe determinato la scelta della ragazza di inventarsi la storia della violenza per giustificarsi agli occhi della madre, spingendosi addirittura, secondo la opinabile ricostruzione della sentenza d’appello, al punto di assumere di nascosto dalla madre benzidiazepine per corroborare la sua versione di essere stata drogata la sera dei fatti».

Lo stupro risalirebbe al marzo 2013

L’episodio contestato ai due ragazzi sudamericani, adesso di nuovo a processo per stupro, risale al 9 marzo 2013 quando – a Senigallia -una giovane peruviana denunciò una violenza sessuale da parte loro dopo una serata. La sentenza della corte d’Appello, data 2017, scagionava i due – tra le altre cose – anche perché la giovane aveva un aspetto mascolino. Anche per questo motivo, secondo i giudici di Ancona, la violenza non poteva essere avvenuta.

 

(foto di copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

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