La frittata bruciata di Carlo Cracco: «Gli chef del Nord hanno più creatività di quelli del Sud»

di Enzo Boldi | 03/11/2019

Carlo Cracco
  • Il famoso Chef cade in luoghi comuni a base di differenze territoriali

  • Secondo Carlo Cracco, i cuochi del Nord hanno più fantasia di quelli del Sud

  • Dà la "colpa" al peso delle tradizioni. Ma la realtà racconta cose differenti

Parlare di ‘discriminazione territoriale’ rischia di essere fuori contesto, ma le parole di Carlo Cracco sugli approcci differenti degli chef del Nord rispetto a quelli del Sud su un tema quale la sperimentazione culinaria rischia di provocare un acceso dibattito interno ed esterno. Il pensiero dello chef stellato, infatti, porta a una riflessione che – se non presa con le pinze – rischia di provocare un grande fraintendimento a base di palesate differenze sull’estrosità tra la cucina Settentrionale e quella Meridionale.

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«Noi chef cerchiamo sempre di dare un tocco unico alla cucina, legato alle nostre caratteristiche. La mia ricetta ideale, quando mi propongo sui mercati esteri, è un mix di creatività e di italianità  – ha detto Carlo Cracco all’Ansa dopo aver ottenuto il riconoscimento delle Tre Forchette del Gambero Rosso -. E credo anche che al Nord abbiamo forse un tocco di creatività in più: da noi il cambiamento è normale. Forse perché un cuoco al Sud ha una base di tradizione più solida e una vasta scelta di produzioni di territorio».

La strana differenza tra chef del Nord e del Sud

Parole che sono a forte rischio fraintendimento. Se da una parte di parla di tradizioni (che sono sempre un ottimo punto di partenza) dall’altra c’è questa distinzione tra Nord e Sud che, nel 2019, diventa asfittica e senza alcun senso. La cucina italiana, infatti, non può esser più suddivisa tra Settentrione e Meridione proprio per via di una crescita intera del movimento che, oramai, ha appreso in pieno moltissime contaminazioni riprodotte nei piatti da cuochi. Dal Trentino alla Sicilia.

Carlo Cracco cade nei luoghi comuni

Molti chef, anche quelli televisivi, dimostrano quotidianamente come le tradizioni siano una base da cui partire per rinnovarsi e dare nuova linfa ai piatti tipici italiani. Da Sud a Nord: questo discorso non porta a differenze territoriali dato che in tutta Italia si trovano cuochi amanti delle tradizioni e altri che, invece, non stanno nella pelle e vogliono aprirsi a fantasia e sperimentazioni. Ma non è che lo chef Valdostano sia più estroso di uno Ragusano.

(foto di copertina: Stefano Guidi via ZUMA Wire)