Carabiniere ucciso, è polemica per il commento di una prof. di Novara: «Uno in meno»

di Redazione | 27/07/2019

carabiniere ucciso
  • Un insegnante di Novara ha commentato la morte del carabiniere ucciso con un post offensivo

  • La polemica, cavalcata da esponenti regionali della Lega, ha assunto carattere nazionale

  • Il ministro dell'Istruzione Bussetti ha annunciato di aver dato il via alle necessarie verifiche

«Uno in meno e chiaramente con sguardo poco intelligente. Non ne sentiremo la mancanza». Il commento pubblicato su Facebook da un’insegnante del novarese e riferito al carabiniere Mario Cerciello Rega – ucciso a Roma mentre era in servizio – ha scatenato una bufera che ha rapidamente scavalcato i confini regionali piemontesi per acquisire rilevanza nazionale.

L’autrice del post contro il Carabiniere ucciso si è subito scusata: «Non la penso così»

L’autrice del post è un’insegnante del liceo scientifico Pascal di Romentino, a pochi chilometri da Novara;  il commento è comparso nella pagina Facebook “Sei di Novara senza se e senza ma”, a margine di una foto del vicebrigadiere dei carabinieri ucciso. La donna – piuttosto conosciuta in città sia per il suo ruolo di insegnante sia per la collaborazione con alcune testate locali – si è subito scusata per quanto ha scritto. «Amici  mi spiace per quanto sta accadendo, non me lo spiego proprio. Chi mi conosce spero sappia che non penso così», ha scritto l’insegnante in un post successivo.

«Ho commesso un errore gravissimo, me ne sono resa conto appena ho cliccato su invia, ma ormai il danno era fatto»: ha provato a giustificarsi l’autrice del post su Facebook contro il vice brigadiere Mario Cerciello Rega. «Ho scritto una cavolata, non c’è nulla dire – ha aggiunto – Mi sono lasciata guidare dalla sensazione che spesso le forze dell’ordine non intervengono quando serve, quando una donna è maltratta o peggio, si muovono solo quando ormai è troppo tardi. E ho scritto quell’enorme sciocchezza, senza nemmeno pensare alla vedova e a chi voleva bene al vice brigadiere, una sciocchezza che ho provato a correggere immediatamente con un altro post, ma ormai». «Voglio chiedere scusa a tutti. In particolare a chi era vicino al militare e ora è straziato dal dolore e chiedo scusa all’Arma dei carabinieri e all’Italia intera. Sono stata una stupida», conclude l’insegnante. Ma questo non è servito a fermare la polemica.

Cresce la polemica per il post e interviene anche il ministro dell’Istruzione

L’assessore regionale novarese Matteo Marnati (Lega) scrive sula sua pagina: «Siamo alla follia pura. Questo è inaccettabile, mi auguro che qualcuno prenda provvedimenti». Gli fa eco il parlamentare leghista Paolo Tiramani che definisce il post «vergognoso e inqualificabile» e annuncia una interrogazione al ministro dell’istruzione. Dal canto suo Bussetti, il ministro dell’Istruzione appunto, ha annunciato di vole effettuare tramite gli Uffici territoriali del Miur Social, le verifiche necessarie. «Insultare un servitore dello Stato, caduto compiendo il proprio dovere, infierire sulla disperazione dei suoi cari e, allo stesso tempo, offendere l’intera Arma dei Carabinieri, non sono azioni compatibili con la condotta di chi è chiamato a educare e istruire i nostri figli. Un comportamento che non avrebbe niente a che vedere con lo spirito, l’abnegazione e la professionalità della nostra classe docente», scrive su Facebook il ministro.