Secondo Calderoli, Mattarella poteva dare l’incarico a Salvini

di Enzo Boldi | 16/09/2019

Calderoli
  • Gli insulti a Mattarella sono stati giudicati sbagliati, ma dalla Lega arrivano i "ma..."

  • Dopo Salvini che dal palco di Pontida ha detto che il Quirinale non ha rispettato la volontà popolare

  • Ecco Calderoli che ora sostiene che il presidente della Repubblica poteva dare l'incarico a Salvini

Gli insulti al presidente della Repubblica sono sbagliati, ma. Ed ecco che dal fronte leghista arriva una parziale condanna nei confronti di Vito Comencini che dal palco di Pontida aveva detto: «Mattarella mi fa schifo». Lo stesso Matteo Salvini aveva stigmatizzato quelle parole, spiegando però che il Capo di Stato non abbia rispettato la volontà popolare. E sulla stessa linea di pensiero c’è anche il senatore Roberto Calderoli che, addirittura, critica il Quirinale per non aver affidato l’incarico a Matteo Salvini.

«Sono parole assolutamente sconvenienti. Probabilmente Mattarella poteva dare un incarico a Salvini, però è una valutazione politica». La valutazione politica di Roberto Calderoli – rilasciata durante la sua intervista a La Repubblica -, dunque, voleva che il Capo di Stato desse il mandato per la formazione di un nuovo governo al leader della Lega. I numeri parlamentari, però, non accompagnano questo ragionamento, dato che questa possibilità era implausibile già dopo il 4 marzo 2018, quando il Centrodestra non aveva i numeri alla Camera e al Senato per governare da solo. Tantomeno il Carroccio in solitaria o con Fratelli d’Italia.

Calderoli e l’incarico mancato a Salvini

Insomma, Calderoli è andato oltre anche alla richiesta di elezioni anticipate (come invece richiesto dal suo segretario e collega a Palazzo Madama), rimproverando Mattarella per non aver dato l’incarico a Matteo Salvini. Un governo di minoranza, dunque, con la probabilità di durata inferiore alla speranza di vita di un moscerino in Autostrada. Eppure da Pontida è arrivato anche questo rimbrotto al Quirinale dopo gli insulti.

I numeri che non tornano

I numeri che non tornano. Anche perché a Sergio Mattarella è stata presentata una sola ipotesi di governo alternativo a quello uscente: quella di maggioranza parlamentare con Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e LeU. E anche lì i numeri hanno fatto ballare la fiducia al Senato. Con un governo a trazione Lega – senza passare dalle urne – ci si sarebbe trovati di fronte a una probabile sfiducia fin dal primo giorno.

(foto di copertina: ANSA/CLAUDIO PERI)