Per Confindustria, alla luce dei dati del Pil, non si può scioperare

Per il presidente di Confindustria i numeri del Pil sono da guerra e per i sindacati non è il momento di scioperare, né di chiedere aumenti

di Daniele Tempera | 12/10/2020

Non esiste solo la crisi sanitaria. Come molti hanno già sperimentato sulla loro pelle, il prezzo del Covid-19 è anche una terribile crisi economica che è destinata forse a stravolgere le nostre vite ancora una volta. Ma se la premessa è che quello che ci aspetta è qualcosa di probabilmente peggiore di quanto abbiamo sperimentato durante la Grande Crisi del 2008, i toni usati dal Presidente di Confindustria, sono sicuramente destinati a far discutere. Parlando davanti all’assemblea di Assolombarda, Carlo Bonomi ha infatti ribadito l’esigenza di evitare i più possibile gli scioperi e la conflittualità sindacale anche alla luce dei numeri drammatici del PIL: «I numeri del Pil sono da guerra, non fermate la locomotiva italiana» aggiungendo «La strada giusta è quella di sedersi al tavolo e parlarsi. Non è il momento di fare scioperi. I soldi nelle tasche dei lavoratori vanno messi ma in modo intelligente. Se poi al sindacato welfare formazione non interessa lo dica e troviamo una soluzione. Ci sediamo ad un tavolo e ragioniamo. Di tutto abbiamo bisogno tranne che di scioperi».

I lavoratori per Bonomi devono poi dimenticare gli aumenti previsti, almeno per il 2020: «Se stiamo perdendo circa il 10% del Pil è ovvio che gli aumenti devono essere legati agli accordi del 2018 che stabiliscono il trattamento economico minimo legato all’inflazione. Se l’inflazione è bassa non è colpa di Confindustria» ha ribadito il Presidente dell’associazione di industriali. Parole sicuramente destinate a scatenare reazioni, con Bonomi che ha poi ribadito che ora è “il momento di fare le riforme”.