La neoministra Bonetti risponde a Pillon sulla polemica della carta degli scout «LGBT friendly»

di Redazione | 13/09/2019

Bonetti risponde
  • Elena Bonetti era duramente stata attaccata da Simone Pillon

  • Ha chiarito il suo ruolo nella stesura della carta del coraggio degli scout cattolici

  • Poi ha dato alcune linee di indirizzo del suo dicastero

Elena Bonetti risponde a Simone Pillon e ad alcuni organi di stampa che, al momento della sua nomina come ministro delle Pari Opportunità e della Famiglia, l’avevano criticata per le sue responsabilità nella stesura della Carta del coraggio degli scout cattolici, un documento che era stata definita «un’apertura al pensiero LGBT friendly». In modo particolare, era stato il senatore leghista a sollevare il problema, attaccando la Bonetti per le sue posizioni progressiste in tema di omosessualità e mondo cattolico.

Bonetti risponde a Pillon sulla Carta del coraggio degli scout

Dalle colonne di Avvenire, Elena Bonetti (vicina all’area politica di Matteo Renzi, effettivamente cattolica e progressista) ha voluto controbattere a questa indicazione che era stata tirata fuori dal primo firmatario della proposta di legge sull’affido condiviso: «Sui giornali – ha scritto la Bonetti – nei giorni scorsi si è fatto riferimento ad un documento scritto in realtà non da me, ma da giovani all’interno di un percorso formativo di cui io sono stata una dei responsabili come educatrice scout. In quell’occasione abbiamo semplicemente accompagnato dei giovani a maturare un pensiero argomentato e percorsi di discernimento».

Bonetti risponde alle critiche sulla sua nomina a ministro delle Pari Opportunità

Dunque, Elena Bonetti ha rivendicato il ruolo di educatrice degli scout italiani e il percorso di accompagnamento dei ragazzi nella stesura del documento, ma ha confermato di non aver avuto un ruolo diretto nella promulgazione di quello stesso documento. Inoltre, l’intervista con Avvenire è stata anche l’occasione per indicare alcuni punti di riferimento della sua prossima azione di governo: la Bonetti ha sempre parlato di «famiglie» al plurale, mentre ha negato che nelle scuole ci siano percorsi di formazione con teorie gender: «Vorrei che il mio dicastero – ha sottolineato la Bonetti – promuovesse coesione e non divisione. Non permetterò che famiglia e pari opportunità vengano strumentalizzati per alimentare battaglie politiche».