Il mondo reale è in apprensione, quello virtuale specula: nasce il Coronacoin per ‘scommettere’ su contagi e morti

di Enzo Boldi | 02/03/2020

Bitcoin Coronavirus

Peggio degli sciacallaggi, peggio del virus stesso. Nel mondo virtuale, che ha evidenti riverberi su quello reale, è nata una nuova moneta per scommettere sul numero di contagi da Covid-19. Si chiama Coronacoin ed è il bitcoin Coronavirus comparso per effettuare transizioni economiche digitali sull’emergenza che sta coinvolgendo tutto il mondo. Il simbolo ‘$nCoV’ è stato registrato nelle isole britanniche dell’Oceano Pacifico per un controvalore da 7,6 miliardi di dollari.

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Speculazione, dunque. A suon di miliardi. Il Coronacoin – così è stato battezzato il bitcoin Coronavirus – è stato immesso sul mercato virtuale lo scorso 26 febbraio e le motivazioni di questa scelta sono state rese note dallo stesso creatore di questa moneta di scambio digitale: «Al momento del lancio il mondo è in preda al panico per la rapida e senza precedenti ascesa del coronavirus. Con l’aumentare del numero di infetti o morti per colpa del virus, il numero di token viene aggiornato ogni 48 ore. Quindi, per ogni infezione, viene bruciato un token».

Il Coronacoin, il bitcoin Coronavirus e la speculazione

Lo stesso creatore, rispondendo alle polemiche sui social, ha provato a indorare la pillola affermando che il 20% del ricavato dalla vendita dei bitcoin Coronavirus sarà donato alla Croce Rossa. Una spiegazione che, però, non sembra essere molto convincente dato che si apre un processo economico – e speculativo – sulla salute delle persone e sui decessi da Covid-19.

Le motivazioni

«CoronaCoin è un’aggiunta radicale e preziosa al ricco arazzo di criptovalute che oggi è sul mercato – ha spiegato il creatore -. È la prima e unica criptovaluta supportata dalla prova di morte, basata su statistiche ottenute dall’Organizzazione mondiale della sanità». Un messaggio che vuol far apparire quella che. a tutti gli effetti. sembra una vera e propria speculazione come un qualcosa di positivo per dimostrare al mondo il reale impatto del Coronavirus.

(foto di copertina: da Unsplash)