Un americano è riuscito a registrare la birra come “animale da supporto emotivo”

di Gaia Mellone | 23/01/2020

  • Oltre agli animali da accompagnamento per persone disabili, esistono anche gli animali da "supporto emotivo"

  • Negli anni sono emersi diversi casi in cui gli animali più strani sono stati usati a questo scopo

  • Ora un uomo di Brooklyn è riuscito a registrare la birra

Negli ultimi anni si è assistito ad una crescente follia in merito agli animali “da supporto”. Se il caso della donna che voleva far volare con lei il suo pavone nel 2018 creò molto scalpore, adesso a scatenare molto rumore è la richiesta di un uomo americano di registrare la birra come “animale da supporto emotivo”.

Un americano è riuscito a registrare la birra come “animale da supporto emotivo”

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Negli Stati Uniti l’ “Americans with Disabilities Act” permette a chi ha delle disabilità di poter portare il proprio animale, solitamente un cane o un pony, in luoghi dove l’accesso agli animali non è consentito. Collegato, ma diverso, è il caso degli animali da supporto emotivo. Si tratta di animali che, sotto prescrizione di un medico, possono essere portati con sé da persone che soffrono di alcuni disturbi come l’ansia, la depressione, stress post traumatico, stress e via dicendo. Ecco quindi che cani, oche, gatti, criceti e chi più ne ha più ne metta finiscono con l’accompagnare i loro padroni nelle situazioni più varie, dagli esami all’università alle visite in ospedale, fino ai sedili degli aerei. Per farlo basta registrare il proprio animale sul sito di riferimento; un processo talmente facile che lo scorso mese un uomo era riuscito a far registrare un alveare come proprio animale da supporto emotivo.

La nuova provocazione arriva adesso da Floyd Hayes, residente a Brooklyn, che è riuscito a registrare sul sito  USAServiceDogRegistration.com la birra come proprio animale da supporto. «Vado spesso da uno stato all’altro di Brooklyn, e sull’autobus dicono che è un crimine federale fumare o bere una bevanda alcolica se non previo concorso scritto e mi sono sempre chiesto dove tu ottenga quel consenso» ha raccontato lui stesso al giornale Brooklyn paper. La birra quindi lo aiuterebbe a combattere l’ansia sociale, e per questo vuole essere libero di berla dovunque ne senta il bisogno. Un gesto quello di Hayes che oscilla tra il serio ed il faceto: nonostante la registrazione sul sito sia facile ed immediata, per ottenere la garanzia di non incorrere in multe o problematiche di vario genere, è necessaria comunque la prescrizione di un medico. Ed è improbabile che Hayes trovi un dottore disposto ad affermare che la birra sia per lui fondamentale ad affrontare la vita quotidiana.

 

(Credits immagine di copertina: Photo by Elevate on Unsplash)

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