Il Garante della privacy dà il via libera alla banca dati sul Biotestamento

di Enzo Boldi | 06/06/2019

Biotestamento
  • Arriva il via libera del Garante della Privacy per l'istituzione delle banche dati sul Biotestamento

  • Le Dat, disposizioni anticipate di trattamento, non violano i regolamenti

  • Chiesti al ministero alcuni accorgimenti per migliorare il testo

Il Garante della privacy ha dato il via libera all’istituzione della banca dati nazionale delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) – comunemente dette anche ‘testamento biologico’ o biotestamento – che permettono a ogni singola persona di stabilire in anticipo tutti i trattamenti sanitari ai quali intende essere sottoposta in caso di sopravvenuta incapacità ad autodeterminarsi. Il parere del garante era fondamentale per l’approvazione dello schema del Ministero della Salute.

All’interno della banca dati del Biotestamento, che sarà istituita presso il Ministero della salute, saranno raccolte – sempre previa consenso della persona che si è avvalsa del testamento biologico – le copie delle dichiarazioni personali e tutti i suoi successivi (ed eventuali) aggiornamenti. Tra l’altro ci sarà anche la nomina e la revoca dell’eventuale fiduciario, anche di coloro che non sono iscritti al servizio sanitario nazionale, a cui sarà affidata la gestione dei vari iter in caso di impossibilità.

Biotestamento, il garante dà il via libera alla banca dati delle Dat

I dati saranno conservati per dieci anni dal decesso della persona che ha optato per il Biotestamento e vi potranno accedere il medico, che ha in cura il paziente incapace di esprimere la propria volontà, e il fiduciario (se nominato). La banca dati sarà aggiornata dagli ufficiali di stato civile dei vari Comuni di tutta Italia, dai notai e dal responsabile dell’Unità organizzativa competente delle Regioni che abbiano predisposto il servizio. Proprio da loro saranno depositati i documenti originali delle Dat.

Suggerimenti per la modifica del decreto

L’Autorità garante della Privacy, però, ha chiesto di modificare alcune parti del testo del decreto del Ministero della Salute, cercando di renderlo pienamente conforme alla normativa sulla protezione dei dati. In attesa della realizzazione della banca dati nazionale, il Garante ha chiesto maggiori tutele per quanto riguarda le modalità di accesso alle Dat da parte del medico che ha in cura l’assistito o del fiduciari. Inoltre è stato posto l’accento sulla corretta individuazione dei soggetti, che in qualità di titolari del trattamento, sono legittimati a trasmettere le Dat alla banca dati.

(foto di copertina: ANSA/TERSIGNI)