Biennale di Venezia, Roberto Cicutto sostituisce Paolo Baratta

La Biennale di Venezia cambia guida, il nuovo presidente nominato dal Ministro per i beni e per le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini ha infatti scelto Roberto Cicutto come successore di Paolo Baratta. Si concluderà così il secondo mandato dell’economista, che dopo aver già guidato la Biennale di Venezia dal 1998 al 2001 è poi tornato alla presidenza nel 2008 e l’ha mantenuta fino ad ora, nonostante già nel 2011 Forza Italia ne avesse richiesto la rimozione poi annullata a furor di popolo.

Fondamentale in questo secondo mandato è stato il binomio con Alberto Barbera, che dal 2011 come direttore artistico della Mostra del Cinema l’ha fatta tornare ad essere un  festival importante ed in grado di giocarsela con Cannes come appeal internazionale. I successi della presidenza Baratta sono notevoli anche dal punto di vista della Biennale d’Arte, le cui visite sono cresciute in modo esponenziale oltre che le attività della Biennale College rivolte ai giovani.

La decisione arriva a sorpresa, ma il ministro Franceschini ne rivendica la bontà augurando buon lavoro a Roberto Cicutto:

Una candidatura prestigiosa per una delle più importanti istituzioni culturali italiane.Negli ultimi anni la Biennale ha vissuto un processo di rinnovamento in tutti i settori di attività e ha incrementato la sua già notevole fama sulla scena internazionale”, con la sottolineatura dello splendido lavoro portato avanti dal predecessore: “Questo è stato possibile grazie al prezioso lavoro di Paolo Baratta e della sua squadra che ringrazio. Sono certo che Baratta, con la sua autorevolezza, continuerà a impegnarsi per La Biennale”.

Biennale di Venezia, Roberto Cicutto promette continuità

Biennale di Venezia Roberto Cicutto
Biennale di Venezia Roberto Cicutto

Roberto Cicutto dunque si appresta ad affrontare una sfida non semplice, con molti addetti ai lavori che si interrogano se saprà portare anche alla Biennale di Venezia le ottime capacità dirigenziali mostrate nel suo lavoro all’Istituto Luce, di cui era amministratore delegato dal 2011:

Grazie al ministro della fiducia, comincerò a studiare da domani mattina. È assolutamente  prematuro parlare di idee da portare, è troppo presto, sarebbe irrispettoso e anche superficiale. Posso solo promettere che sarò un presidente operaio, come mi chiamano all’Istituto Luce per la mia costante presenza, sarà così anche in Laguna”.

Il neo presidente della Biennale non può esimersi dal ricordare l’ottimo lavoro di Paolo Baratta:

A Venezia raccolgo un’eredità pesante dopo il grande lavoro e il grande successo di questi anni per la direzione Baratta. Frequento la Biennale da quarant’anni, per il cinema e anche per le arti figurative,  mente conosco un po’ meno teatro e musica. Mi darò da fare, spero che Baratta  non ci molli, che ci dia una mano e ci stia dietro. Credo che sia nel cinema, sia nell’arte, per citare gli argomenti che ho seguito di più, la Biennale in questi anni sia andata molto bene quindi ci sarà continuità”.

Ora ci sarà da lavorare dato che la Biennale di architettura aprirà il prossimo 23 maggio e il lavoro da fare è tanto.

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