Fiorello sulla sconfitta di Berrettini contro Federer: «Come al mio primo Sanremo»

08/07/2019 di Redazione

Quando si gioca contro i mostri sacri, si sa, il rischio è quello di venirne travolti. È proprio quello che è successo al giovane Matteo Berrettini, unico italiano rimasto in lizza per Wimbledon 2019, che è stato eliminato agli ottavi di finale da Roger Federer, che di anni ne ha 38. Una sfida generazionale con il 23enne italiano, terminata con il punteggio eloquente di 6-1 6-2 6-2.

Fiorello consola Berrettini

C’è però chi ha provato a consolare Berrettini. Tutta l’Italia della rete ha seguito il suo match in televisione o nelle dirette testuali dei siti di tennis. In modo particolare, Fiorello ha dato la sua interpretazione della partita, come al solito con un pizzico di originalità:

Fiorello su Berrettini: «Io al mio primo Sanremo»

Berrettini bloccato dal suo poster, ha commentato lo showman, con riferimento al fatto che il giovane tennista italiano è cresciuto – e non poteva essere altrimenti – nel mito di Roger Federer. «Io al mio primo Sanremo. Felpismo! E’ solo l’inizio» – ha chiuso così il suo tweet Fiorello che è un grande appassionato di tennis e che sa benissimo come ci si sente a doversi confrontare con la leggenda.

Del resto, l’aneddoto citato dal conduttore e cantante è noto ai più ed è stato spesso oggetto di autoironia da parte dello stesso Fiorello: nel 1995, sull’onda del successo che lo aveva travolto come conduttore rivelazione, si presentò sul palco dell’Ariston con il brano Finalmente Tu. All’inizio, la voce gli tremò: la sua non fu certo la migliore performance e – alla fine della settimana del Festival – si piazò in quinta posizione. Fiorello ha sempre considerato quella data come uno spartiacque di quella sua carriera che poi divenne trionfale, nonostante un periodo di appannamento successivo proprio all’esperienza sanremese.

L’augurio che Fiorello fa a Berrettini, dunque, è quello di ottenere gli stessi suoi successi. E che la «stoppata» con Roger Federer sia semplicemente viatico di grandi successi in futuro. Perché il tennista azzurro ha la possibilità di entrare, un giorno, nella top 10 ATP.

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