Il bambino di 10 anni che veglia per un giorno la mamma morta

Un bambino di 10 anni veglia la mamma morta per un giorno intero, poi trova il coraggio di andare fuori casa e chiedere aiuto, piangendo, alla vicina di casa. «È nera, ha la faccia tutta nera», dice il piccolo dopo molte ore. Ma per la donna non c’è più niente da fare. È una drammatica vicenda raccontata sulle pagine milanesi del Corriere della Sera (articolo di Elisabetta Andreis e Gianni Santucci). «Le parlavo. Speravo si muoveva», ha raccontato il bimbo per ricostruire l’accaduto, un a terribile esperienza destinata a segnare la sua vita. Il piccolo, che dimostra un’età inferiore non sapeva come comportarsi quando ha visto la donna immobile nella loro abitazione disordinata e sporca.
Milano, bambino di 10 anni veglia la mamma morta
La situazione familiare era difficile. La donna era gravemente depressa e già nel 2017 era stata inviata una segnalazione alla Procura del Tribunale per i minorenni. Era stato aperto un procedimento con richiesta di emettere un provvedimento con affidamento del minore ai servizi sociali. Il padre era assente e la mamma non riusciva a seguire il bambino. Ma in due anni non è stato assunto nessuna decisione. A dicembre 2017 la Procura chiedeva a chiare lettere una limitazione della responsabilità genitoriale e spiegando che il piccolo «presenta notevoli difficoltà scolastiche, ha bisogno di una valutazione neuropsichiatrica». E ancora: «La madre sul punto si manifesta trascurante, superficiale inconcludente. Ha scarse risorse personali, è malata, rifiuta le poche offerte di lavoro o non riesce a tenere gli impegni. Il padre non si è mai occupato del minore, è di fatto assente. Infine, non vi è rete parentale di riferimento». Il percorso non è mai iniziato. Gli agenti intervenuti in casa hanno trovato spazzatura e sporcizia in cucina, disordine, cattive condizioni igienico sanitarie. Era il bambino a prendersi cura della mamma. In una singolare, incredibile inversione di ruoli.
(Foto di copertina da archivio Ansa generica di bambini a scuola. Credit: ANSA / UFF. STAMPA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO)