Lucia Azzolina dice che la scuola è la «principessa delle attività produttive»

La Ministra dell'Istruzione spiega che l'obiettivo è quello di non chiuderle

11/11/2020 di Enzo Boldi

Azzolina scuola principessa

C’è della poesia, intrisa di figure retoriche nella sua narrazione. Ed è così che Lucia Azzolina, per parlare dell’importanza delle scuole aperte in Italia – nonostante la grave situazione epidemiologica – le ha paragonate a delle principesse. Anzi, alla principessa delle attività produttive. Nella sua intervista a Radio Anch’io, su Rai Radio1, la ministra dell’Istruzione ha spiegato come l’obiettivo sia quello di non chiudere gli istituti (anche se in molte zone d’Italia la didattica a distanza è stata attuata da qualche giorno) e che si è in attesa dei risultati dei tamponi richiesti alla Asl.

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«Compatibilmente con la situazione epidemiologica, dobbiamo cercare di tenere aperte le scuole. Anche là dove ci dovessero essere altre restrizioni – ha detto Lucia Azzolina su Rai Radio1 -. Guai a pensare che la scuola non sia un’attività produttiva, è la principessa delle attività produttive». Un discorso che, tecnicamente, non fa una piega. Lo abbiamo visto nel corso del lockdown nei mesi di marzo e aprile, quando le scuole chiuse hanno messo in grande disagio i genitori che – volenti o nolenti – hanno trovato grandi difficoltà nel poter portare avanti il proprio lavoro (anche in smartworking).

Azzolina scuola principessa delle attività produttive

E ora si attende. Si aspettano i dati che arriveranno dalle Asl sui tamponi effettuati nelle scuole italiane. E si pensa al futuro: «Da metà agosto abbiamo chiesto test rapidi per le scuole, sono fondamentali, la scuola è un formidabile mezzo di tracciamento – ha detto Lucia Azzolina -. Va stabilito chi deve fare i test rapidi agli studenti e come vanno fatti, c’è un protocollo che funzionava, ma adesso che le Asl sono in affanno è un problema»

(foto di copertina: da Che Tempo che Fa, Rai3)

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