La «seduta spiritica» di Zanda a cui si riferisce Lotti nella sua lettera di autosospensione dal Pd

Luca Lotti si autosospende dal Partito Democratico, con un post polemico rivolto a Nicola Zingaretti, attaccando frontalmente Luigi Zanda che, in un’intervista al Corriere della Sera di oggi, aveva chiesto un passo indietro all’ex ministro per il suo coinvolgimento nelle intercettazioni legate alle ultime vicende interne al Csm e all’orientamento delle nomine dei procuratori.

Autosospensione Lotti, la vicenda della seduta spiritica

«Caro Segretario – scrive Lotti -, apprendo oggi dai quotidiani che la mia vicenda imbarazzerebbe i vertici del PD. Il responsabile legale del partito mi chiede esplicitamente di andarmene per aver incontrato alcuni magistrati». Il riferimento, appunto, è a Zanda: «fa quasi sorridere che tale richiesta arrivi da un senatore di lungo corso già coinvolto – a cominciare da una celebre seduta spiritica – in pagine buie della storia istituzionale del nostro Paese».

Luca Lotti si riferisce alla famosa seduta spiritica che avvenne il 2 aprile del 1978 all’interno della quale alcuni esponenti della Democrazia Cristiana – riuniti a Bologna – per gioco fecero una seduta spiridica in cui si chiedeva il luogo di detenzione di Aldo Moro (rapito dalle Brigate Rosse), dalla quale emerse il nome Gradoli, località non lontana dal luogo dove l’ex presidente del consiglio era detenuto. Tuttavia, il riferimento di Luca Lotti a quell’episodio è scorretto. Luigi Zanda non partecipò mai a quella seduta spiritica. Soltanto in un secondo momento, quest’ultimo – che era stretto collaboratore del ministro dell’Interno Francesco Cossiga – ricevette una soffiata da uno dei presenti alla seduta spiritica e si limitò a riferire la circostanza al capo della polizia: «Ho ricevuto molte segnalazioni in quel periodo – spiegò in una circostanza Zanda -, così come ne ha ricevute molte anche il ministro e molti altri dei suoi collaboratori: era un fatto abituale». In seguito all’esito negativo del sopralluogo, Zanda comunicò anche quest’ultima circostanza.

Autosospensione Lotti in polemica con i vertici del Pd

Oltre all’imprecisione – destinata a sollevare tante polemiche -, Luca Lotti espone una serie di argomentazioni che faranno discutere. Verso la fine della sua lettera a Zingaretti, infatti, afferma: «Quanti miei colleghi, durante l’azione del nostro Governo e dopo, si sono occupati delle carriere dei magistrati? Davvero si vuol far credere che la nomina dei capiufficio dipenda da un parlamentare semplice e non da un complicato quanto discutibile gioco di correnti della magistratura? Davvero si vuol far credere che la soluzione a migliaia di nomine sia presa nel dopo cena di una serata di maggio? Davvero si vuol prendere a schiaffi la realtà in nome dell’ideologia, dell’invidia, dell’ipocrisia?». La prassi dell’occuparsi delle carriere dei magistrati, dunque, sembra essere condivisa da diversi parlamentari, stando alle parole di Lotti.

Alla fine, precisa che la sua autosospensione resterà valida sino a quando la vicenda del suo coinvolgimento nelle questioni legate al Csm sarà completamente chiarita. «Ti auguro buon lavoro, caro Segretario. E spero che – anche grazie al mio gesto – il Pd sia in grado di fare una discussione vera e onesta. Io sono innocente. E spero di cuore che lo sia anche chi mi accusa di tutto, senza conoscere niente».

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