La maglietta Auschwitzland è costata una multa da 9000 euro

di Redazione | 28/02/2019

Auschwitzland

Vi ricordate di Selene Ticchi, la donna che indossò la maglietta Auschwitzland a un raduno di neofascisti a Predappio, sulla tomba di Benito Mussolini? La donna, che inizialmente era stata condannata a 4 mesi di reclusione, si è vista commutare la pena in 9050 euro di multa. La notizia è stata diffusa dall’Associazione Nazionale Partigiani italiani (Anpi), attraverso l’organo di informazione interno Patria Indipendente.

Auschwitzland: ecco quanto è costata la maglietta

L’Anpi, infatti, era una delle associazioni che – insieme ad altri gruppi e cittadini – avevano sporto denuncia nei confronti della donna che aveva indossato la maglietta Auschwitzland.

Ecco il capo d’imputazione che era stato riconosciuto alla donna:

«Per aver in pubbliche riunioni compiuto manifestazioni esteriori, ostentato emblemi, simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all’art. 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654; in particolare perché – nel corso della manifestazione tenutasi a Predappio il 28 ottobre 2018 in commemorazione del 96° anniversario della marcia su Roma – indossava una maglietta con la scritta “Auschwitzland” recante la riproduzione del logo della Disney modificato con l’immagine del campo di concentramento di Auschwitz, manifestazione esteriore di intolleranza razziale in quanto raffigurante il campo di sterminio di Auschwitz, simbolo universale del genocidio degli ebrei, ostentato nel corso di interviste e fotografie scattate da giornalisti di testate locali, nazionali e da una troupe televisiva spagnola».

La decisione del giudice sulla maglietta Auschwitzland

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Forlì ha dunque emesso la sentenza di condanna, convertendo poi la reclusione in una sanzione pecuniaria. L’atto compiuto lo scorso 28 ottobre, insomma, è costato carissimo a Selene Ticchi che, pertanto, sarà costretta a versare la somma. Il gesto della donna è stato riconosciuto come violento e intollerante ed è stato accertato il legame con il genocidio degli ebrei nel corso della Seconda Guerra Mondiale, dileggiato da una maglietta che richiamava – nel logo che esibiva – lo stemma distintivo del parco divertimenti Disneyland.

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