La Nato e l’articolo 5 che può attivarsi anche in caso di attacco hacker

Se ne è parlato anche all'indomani dell'attacco anomalo che ha colpito i portali web degli aeroporti negli Stati Uniti

11/10/2022 di Redazione

Mentre gli Stati Uniti devono far fronte a un attacco piuttosto anomalo – che alcune fonti hanno ricollegato a gruppi di hacker russi – diretto ai siti web degli aeroporti, la Nato torna a parlare delle varie declinazioni del famoso articolo 5 del trattato, quello che giustifica una risposta militare da parte degli stati membri dell’Alleanza. Stando a quanto riportato da una fonte diplomatica qualificata della Nato, alla vigilia del Consiglio Atlantico, l’articolo 5 potrebbe scattare anche in presenza di un attacco ibrido (quindi, anche di natura informatica) di particolare gravità. L’informazione è stata trasmessa ai ministeri della Difesa degli stati membri e mette in correlazione gli attacchi hacker e la Nato.

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Attacchi hacker e NATO, in che modo potrebbe scattare l’articolo 5

Ovviamente, l’entità dell’attacco dovrebbe essere molto più grave di quella che stanno subendo, in questa fase, alcuni scali statunitensi. I loro siti web, infatti, sono stati oscurati e i passeggeri non possono consultare orari e distanze dei voli (né valutare l’impatto di eventuali ritardi o sostituzioni di voli), ma il traffico aereo non è stato intaccato da questo problema. Si è trattato di un attacco DDos, il marchio di fabbrica del gruppo Killnet, che ha esortato – attraverso Telegram – diversi hacktivisti che fanno parte della sua rete a estendere altri attacchi simili anche a strutture diverse.

Dunque, accessi negati ai portali web dei vari aeroporti americani, ma nessuno scenario di guerra vero e proprio. Un’azione dimostrativa, come quella che ha portato lo stesso gruppo – attraverso diverse sue cellule – ad attaccare, nel mese di maggio, diversi portali istituzionali italiani. Tuttavia, resta alta l’attenzione su quanto potrà accadere dal punto di vista geopolitico, anche nel settore informatico. L’escalation militare di questi giorni – con l’arruolamento dei riservisti prima, con l’attacco ucraino al ponte in Crimea poi, con il bombardamento di Kiev di ieri infine – sembra spingere sempre più in là l’asticella del conflitto. Va da sé che questa escalation potenziale vada a colpire anche il settore informatico e che la Nato punti a chiarire come intenderà applicare l’articolo 5, che chiamerebbe in causa tutte le forze dell’alleanza, in una comune risposta nei confronti dell’aggressore: non soltanto un attacco sullo spazio terra/mare/cielo, ma anche nel cosiddetto spazio cyber.

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