Armando Siri indagato per autoriciclaggio

Il mutuo sarebbe stato di 585 mila euro, acceso con una banca di San Marino. Secondo gli inquirenti, si tratterebbe di una forma di autoriciclaggio. Si aggiunge – ma alcune inchieste di stampa lo avevano anticipato nei giorni scorsi – un nuovo caso spinoso per Armando Siri, l’ex sottosegretario leghista. I primi a parlarne erano stati i giornalisti della trasmissione Report, che avevano parlato dell’affare immobiliare di Armando Siri: quest’ultimo, a titolo di liberalità, avrebbe messo a disposizione quella cifra per la figlia che, con quel denaro, avrebbe acquistato la palazzina a Bresso, nel Milanese.
Armando Siri e le indagini per autoriciclaggio
Il mutuo sarebbe stato concesso senza garanzie dalla Banca Centrale di San Marino. Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza, sempre su indicazione dei pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta, aveva effettuato perquisizioni in relazione al secondo mutuo presso la TF Holding srl e presso persone e società, anche a Verona, coinvolte nell’operazione.
L’autoriciclaggio riguarda chiunque, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa. Il reato è punito da una pena che potrebbe comportare una reclusione da due a otto anni e della multa da euro 5.000 a euro 25.000.