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Walter Ricciardi nelle riviste della società di lobbying a sua insaputa

È una risposta quantomeno evasiva, poco o per nulla convincente, quella che il presidente dell’Iss Walter Ricciardi ha fornito al quotidiano La Stampa sui suoi possibili conflitti di interesse, sulle sue passate consulenze per case farmaceutiche (leggi qui per approfondire) e sulla collaborazione con riviste scientifiche editate da una società di lobbying del settore farmaceutico (leggi qui per approfondire). La vicenda è emersa con il libro inchiesta di Giulia Innocenzi ‘Vacci-Nazione’ uscito pochi giorni fa ed è ora oggetto di due interrogazioni parlamentari, una presentata dalla senatrice M5S Paola Taverna e un’altra dall’eurodeputato M5S Piernicola Pedicini (una terza verrà depositata dalla senatrice di Articolo 1 Mdp Nerina Dirindin). Ricciardi ha fatto da consulente per diverse case farmaceutiche anche su vaccini inseriti successivamente nel piano nazionale vaccini che lui stesso ha contribuito a scrivere ed è stato editore scientifico e membro del comitato degli esperti di riviste della Altis Omnia Pharma Service, una società che si occupa di assistere le case farmaceutiche in tutte le fasi legate ai suoi prodotti (dall’accreditamento presso le autorità sanitarie fino al lancio promozionale).

Ricciardi e la collaborazione con riviste della società di lobbying

Partiamo da questo secondo aspetto. «Io ho partecipato a riviste scientifiche, non ho mai fatto lobbying. Neanche sapevo che la casa editrice faceva questa attività», ha risposto il presidente dell’Iss sulla sua collaborazione con l’Altis Ops. «Io – ha aggiunto – la conoscevo come editore, punto. I rapporti sono stati di carattere editoriale. Non guardo l’azionariato delle riviste a cui collaboro». Una spiegazione singolare, perché basta andare sul sito della società in questione per essere informati che si occupa anche di «public affairs», un termine che viene utilizzato per indicare specificamente l’attività di lobbismo e di relazioni istituzionali. Tra gli obiettivi dichiarati da Altis Ops, fa sapere lo stesso sito, c’è quello di «stimolare dibattiti e riflessioni per ottenere l’attenzione delle istituzioni e dei vari attori del panorama sanitario su istanze o domande di salute delle imprese, degli operatori sanitari e dei cittadini».

 

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(Immagine: screenshot dal sito di Altis Ops)

 

Tutto è chiaro anche facendo una ricerca un po’ più approfondita.

 

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Dalle visure camerali della società, che Giornalettismo ha potuto consultare, emerge nell’oggetto sociale lo svolgimento di attività di cosiddetto ‘market access’ tra le quali vengono elencate «l’assistenza nelle fasi necessarie all’accreditamento presso tutte le autorità sanitarie, la compliance dei sistemi e delle procedure, analisi di scenari e strategie di prezzo e rimborso, strategie di accesso regionale locale, supporto e pianificazione regolatoria e logistica per il lancio dei prodotti a livello regionale/locale, valutazione dell’impatto delle politiche dei prezzi e rimborso sul portafoglio dell’azienda, preparazione di value dossier locali, valutazione di possibili strategie per lo startup di aziende straniere e fattibilità di business models». Insomma, accompagna le case farmaceutiche nelle sue attività commerciali.

 

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A capo di una delle due riviste di Altis Ops cui ha lavorato Ricciardi, Italian Health Policy Brief, al tempo del lancio, nell’aprile 2013 c’erano Marcello Portesi, finito in carcere ai tempi di Tangentopoli con l’accusa di aver portato 200 milioni di lire all’allora cassiere della Lega, Eleonora Benfatto, ex Miss Italia e in seguito assistente parlamentare di una senatrice di Ncd, e Marco Polcari, già segretario generale della Public Affairs Association, associazione di lobbyisti. Ricciardi ha fatto parte del comitato degli esperti della rivista dal 2011 al 2015.

 

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(Immagine: frame da video di YouTube)

 

Ricciardi e le dichiarazioni di interesse a Commissione Ue e Oms

Torniamo al punto primo. Ricciardi dice di non sapere come mai nelle sue dichiarazioni di interesse inviate a Commissione Ue e Oms non siano state indicate consulenze per le case farmaceutiche per farmaci e vaccini (e le collaborazioni). L’attuale presidente dell’Iss presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità è stato membro dell’European Advisory Committee on Health Research. «Francamente non lo so. Sono collaborazioni a titolo gratuito. Ne faccio tante e mica ho dichiarato tutti i lavori che ho fatto», si è limitato a rispondere sulle omissioni. Ricciardi dice di essersi dimesso da ogni attività «appena nominato presidente dell’Iss» e di non essere mai entrato da membro Oms «nel merito di argomenti che potessero configurare alcun conflitto di interessi». Nessun conflitto di interessi dunque nemmeno con l’incontro dell’Eachr tenutosi a Copenaghen nel 2014 riguardante le pratiche vaccinali. «Si parlava di vaccinazione in generale. Non di prodotti specifici», è il suo chiarimento. Anche in questo caso una replica un po’ debole.

(Foto: ANSA / CIRO FUSCO)