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Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Airbnb. «La norma non funziona»

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso d’urgenza di Airbnb riconoscendo che la così detta Tassa Airbnb è in palese violazione del diritto europeo e chiedendo che il caso venga affrontato il prima possibile in udienza dal TAR, anche investendo la Corte di Giustizia.

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TASSA AIRBNB: C’ERA DA ASPETTARSELO

La decisione del Consiglio era abbastanza prevedibile e in linea con i dubbi espressi dall’Antitrust (che aveva dichiarato la norma palesemente anticoncorrenziale, distorsiva del mercato e lesiva dei diritti dei consumatori). Alessandro Tommasi, public policy manager di Airbnb Italia, ha commentato:

“Abbiamo dovuto aspettare ma oggi vediamo finalmente riconosciute le nostre ragioni. Ora tocca al Governo cogliere forte e chiaro il messaggio arrivato dal Tribunale e dall’Authority, prendendo definitivamente atto che il testo così com’è non funziona e che cerotti messi all’ultimo minuto non faranno che peggiorare la situazione. Si riparta dal confronto: quella attuale è una legge approvata dopo una riformulazione notturna e frettolosa; si eviti di ripetere l’errore e la si ripensi integralmente. Siamo come sempre disponibili a fare la nostra parte in questo processo”