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Inchiesta Consip, Romeo spiegava: «Sull’appalto c’è l’accordo»

Emergono ancora dialoghi intercettati tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta Consip sulla presunta corruzione per la concessione di appalti della centrale acquisti della pubblica amministrazione. L’ultimo retroscena al vaglio dei magistrati riguarda Carlo Russo, l’imprenditore farmaceutico (indagato per traffico di influenze illecite) che avrebbe fatto da facilitatore in favore di Alfredo Romeo (arrestato per corruzione). Russo avrebbe lasciato intendere all’industriale napoletano di essere arrivato direttamente al premier Matteo Renzi.

 

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INCHIESTA CONSIP, ROMEO A BOCCHINO: «HO PARLATO CON MATTEO»

Lo raccontano oggi Dario Del Porto e Conchita Sannino su Repubblica. Da un’informativa dei carabinieri del Noe, infarcita di omissis e ora in mano alle parti, emerge che Romeo informò Italo Bocchino (consulente dell’imprenditore partenopeo e come lui indagato per traffico di influenze illecite) di aver ricevuto rassicurazione da Russo di aver parlato con il presidente del Consiglio. È il 21 settembre 2016 quando Romeo e Bocchino vengono intercettati negli uffici romani dell’azienda, dove è appena uscito Russo:

E Romeo informa il fidatissimo Italo di aver avuto rassicurazione proprio dal faccendiere toscano sul fatto che «qualcuno, presumibilmente Tiziano Renzi – annotano i carabinieri del Noe avrebbe parlato con Matteo (allora premier, ndr), di modo da garantire Romeo e proteggerlo ». L’imprenditore si esprime nel suo disinvolto napoletano e così riporta la confidenza: «“Agg’ parlato io con Matteo” questa è una cosa che a lei non la tocca». Non solo. Russo avrebbe attribuito all’entourage di Renzi l’altra garanzia: «”Ha detto – riassume Romeo – quello che viene al primo posto è che lei, …è riservato, fa le cose fatte bene, non parla, questo è stato valutato». È un racconto de relato.

Renzi senior (indagato come Russo per traffico di influenze illecite), interrogato venerdì, ha respinto ogni accusa. Romeo sarà interrogato domani.

In una conversazione del 13 settembre, inoltre, Romeo faceva cenno a una conversazione con Russo, che gli avrebbe chiesto «Ma noi siamo pronti per l’accordo quadro?». L’imprenditore la definisce una «polizza assicurativa per non venire danneggiato nell’appalto».

(Foto di copertina da archivio Ansa)