Giovanardi: «Il discorso della madre del suicida di Lavagna in tutte le scuole come manifesto educativo»

di Redazione | 16/02/2017

Giovanardi suicidio Lavagna

«Propongo che il toccante e intenso discorso della madre del ragazzo che si è suicidato venga trasmesso in tutte le scuole d’Italia come manifesto educativo». Carlo Giovanardi, senatore di Idea, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.

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GIOVANARDI: «GENITORI EROICI, GRAMELLINI….»

Sul caso di Lavagna, il senatore è netto: «Quello che ha detto la signora, con grande coraggio, determinazione e convinzione è quello che tutti gli educatori dovrebbero fare. Il pezzo di Gramellini sul Corriere? Vuole dare ragione a chi pensa che la droga si debba dare anche ai minorenni? Qui c’è già chi sta tentando di criminalizzare quei due poveri eroici genitori e la Finanza che ha fatto solamente il proprio dovere. Quella madre, eroica e generosa, aveva il dovere di insegnare il bene e il male, di impedire che il figlio finisse in una situazione tragica che gli rovinasse la vita. E faccio presente che in Italia sono 500 i ragazzi che si suicidano ogni anno, per un brutto voto a scuola, perché sono stati sgridati, per le situazioni più disparate. La fragilità giovanile è un problema enorme, gigantesco, che passa anche attraverso i danni che fa la droga».

GIOVANARDI CONTRO FEDEZ, J-AX E ROBERTO SAVIANO

«Nessuno – spiega il senatore – può dire che quei genitori hanno fatto male a chiamare la finanza. Chi dice questo si deve vergognare. Cinquecento ragazzi ogni anno si uccidono per ragioni imperscrutabili, di fragilità. Non è che per questo un educatore debba rinunciare ad essere tale. Come si toglie la droga dalle scuole? intanto iniziando a tacciare tutti i cattivi maestri, da Saviano fino a Fedez i quali cantano la bellezza della droga, la bellezza del drogarsi, il fumo, che come è noto dai 3 ai 18 anni comporta danni cerebrali irreversibili. Un ragazzo di 14 anni quando vede i suoi idoli che gli dicono ‘drogati’, ‘fatti le canne’, viene influenzato. Fedez e J Ax inneggiano alla liberalizzazione della cannabis, questi qui sono idoli dei giovani, qui diciamo che scuola, insegnanti e genitori devono fare fronte comune per insegnare ai ragazzi che la droga gli distrugge la vita e poi ci sono figure che sono idoli dei giovani che cantano che drogandosi non succede nulla. Io sto con questi straordinari genitori, cerco di contrastare un fenomeno che comporta migliaia di giovani che finiscono nelle comunità di recupero, sto contro a tutti quelli che lo favoriscono, lo promuovono o lo cantano».

(foto copertina ANSA/GIORGIO ONORATI)