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Per Mario Draghi l’euro è irrevocabile

«Non siamo manipolatori della moneta». Mario Draghi, presidente della Bce, replica così alle accuse del presidente USA Donald Trump in Commissione Affari Economici del Parlamento Europeo. «Le politiche monetarie fatte riflettono le diverse posizioni nel ciclo economico dell’eurozona e degli Usa», aggiunto, ricordando che nel 2013 il tasso di cambio euro/dollaro era a 1,40 e che già allora la Germania aveva un surplus commerciale del 6%.
Per Mario Draghi «l’euro è irrevocabile, questo è il Trattato».

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LE RISPOSTE DI MARIO DRAGHI ALLA COMMISSIONE EUROPEA

La creazione di un’asset management company, ovvero una bad bank per le sofferenze, a livello europeo «non sarebbe proprio una panacea» per la gestione dei crediti non performanti. Così il numero della Bce replica alla proposta lanciata dal presidente dell’Autorità bancaria europea, Andrea Enria. «La soluzione della gestione delle sofferenze non è facile, anzi può essere impegnativa per alcune banche europee, e – ha aggiunto – in alcuni paese l’eredità delle sofferenze sta assorbendo le forze del sistema bancario».
«Non ci sono diseguaglianze nel nostro programma di acquisti” visto che nella sua gestione “non siamo vincolati solo dalla quota nazionale (la capital key, ndr.) ma anche da limitazioni sulle emissioni, perché vogliamo essere sicuri di non incorrere nel finanziamento monetario ma anche per permettere ai mercati di funzionare correttamente».
«Quei paesi che non hanno spazio fiscale – ha aggiunto – non dovrebbero cercarlo né dovrebbero provare a ‘forzare’ ma piuttosto dovrebbero lavorare sulla composizione del bilancio».

(foto da Ansa. Credit PHOTO: BORIS ROESSLER/dpa)