Come cambieranno i voucher? Le ipotesi

di Donato De Sena | 13/01/2017

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Dopo il parere della Corte Costituzionale sui referendum promossi dalla Cgil (la Consulta ha bocciato il quesito sull’articolo 18, ma non quelli su voucher e appalti) il governo prosegue il lavoro per limitare il ricorso ai ticket diventati il simbolo del lavoro precario. Il piano dell’esecutivo sui voucher ha l’obiettivo di ridurre la platea di utilizzo dei buoni con l’introduzione di un tetto proporzionale al numero di dipendenti a tempo pieno e restringendo il cerchio dei settori nei quali possono essere sfruttati.

 

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COME CAMBIERANNO I VOUCHER

Le modifiche alle norme in vigore dovrebbero arrivare con un disegno di legge e non impediranno il referendum, che chiede un’abolizione totale dei ticket. Per valutare l’entità della stretta sull’utilizzo dei voucher si attende comunque il monitoraggio cominciato lo scorso 8 ottobre, da quando è in vigore la tracciabilità. Sarebbero ben sette le ipotesi allo studio. Ne parla Roberto Petrini su Repubblica:

Il primo tassello si chiama “quote” sulla scia di quanto avviene per altri contratti atipici (come l’interinale) si stabilirà che i voucheristi per ogni azienda dovranno essere una quota proporzionale al numero dei lavoratori occupati a tempo indeterminato. Oggi, al contrario, un datore di lavoro non ha limiti nell’utilizzo del personale a voucher anche se ciascuno dei collaboratori non può percepire più di 2.000 euro nominali (ovvero retribuzione e contributi compresi). L’altro limite, portato dal governo Renzi da 5.000 a 7.000 riguarda, invece il tetto di guadagno nominale che ogni lavoratore può raggiungere facendo più collaborazioni con vari datori o imprese. Il secondo intervento allo studio riguarderebbe invece la limitazione dei settori in cui è consentito l’utilizzo dei voucher. Il governo Monti estese a tutte le categorie l’utilizzo dei “buoni” (che inizialmente riguardava studenti e pensionati), quello Letta tolse il requisito della “occasionalità”. Ora si farebbe retromarcia, non eliminando settori, ma vietando espressamente l’utilizzo dei voucher in alcuni sottosettori specifici: ad esempio si manterrebbe l’utilizzo del buono nell’edilizia, ma lo si vieterebbe nei cantieri.

Secondo i dati ufficiali tra gennaio e settembre 2016 i voucher sono cresciuti del 34,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

(Foto: REUTERS / Alessandro Bianchi)

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