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Il cane ‘fascista’ che spacca il consiglio comunale

Gli schieramenti di maggioranza e di opposizione nei consigli comunali litigano su tutto: i trasporti pubblici locali, le scuole, il servizio idrico, la viabilità, l’arredo urbano. Ad Albenga, però, in provincia di Savona, si sono superati. Gli amministratori si sono scontrati infatti per un cane ‘fascista’ che avrebbe dovuto dare il suo contributo alla caccia di pusher.

CANE FASCISTA AD ALBENGA, SCONTRO IN CONSIGLIO COMUNALE

Il comune ha rifiutato l’acquisto di un pastore tedesco antidroga perché addestrato in un allevamento di nome ‘Decima Mas’, nome del corpo d’armata della Repubblica Sociale. A raccontarlo è oggi Filippo Facci su Libero Quotidiano. La polemica è stata sollevata nel corso di un consiglio comunale, pochi giorni fa:

È la sera di giovedì 3 novembre e maggioranza e opposizione stanno discutendo di sicurezza. Si sapeva che il comando dei vigili stava per comprare un cane antidroga (ufficialmente: stava per istituire un’unità cinofila) perché quello dello spaccio è un problema molto sentito e la criminalità locale è molto cresciuta, ma qualcosa nell’acquisto del cane è andato storto e il centrodestra vuole capire perché. «Il sindaco vuole solo cani del Pd, e, se possibile, per il sì al referendum» tuonano i consiglieri di Forza Italia e Lega Nord. Pausa di stordimento. Poi riattaccano: «Risulta che al comando dei vigili, in cui si erano iniziate le prime trattative, sia stato suggerito l’allevamento “Decima Mas” visti i prezzi più convenienti, ma che poi sia intervenuta la Cgil per proibire l’acquisto di cani fascisti».

 

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CANE FASCISTA AD ALBENGA, NO DI CGIL E ANPI

La maggioranza di centrosinistra si è difesa sostenendo di non avere risorse per il cane.
Il pastore tedesco antidroga ad Albenga, che ha un bilancio di 41 milioni, costerebbe
800 euro e si arriverebbe a 7mila considerando addestramento e mantenimento:

Si mormora di un veto non solo della Cgil, ma anche del cugino piddino del sindaco. Boh. Ed è proprio il sindaco il primo a cedere: «Il motivo principale per cui abbiamo deciso di respingere la proposta è che prevede dei costi per noi eccessivi… poi, certo, il nome dell’allevamento da cui proviene, “Decima Mas”, ha un ruolo nella nostra scelta». Decima Mas. È il nome del corpo d’armata della Repubblica Sociale (dove militò anche Dario Fo con Valter Chiari, Enrico Maria Salerno e Giorgio Albertazzi), ma anche il nome dell’allevamento che aveva fatto l’offerta più conveniente e, pare, qualificata. «È una questione di rispetto per la storia di Albenga», aggiunge il sindaco, «perché se dovessimo prendere un cane antidroga lo faremmo da un altro allevamento, non da uno che porta il nome della milizia anti-partigiana».

Nel dibattito è intervenuta perfino l’Anci. Riposta ancora Facci su Libero:

«Chiediamo che tutte le istituzioni», insiste l’Anpi, «intervengano per stigmatizzare questa stupidata. Albenga è conosciuta come una delle città che ha dato il contributo più alto alla causa della Resistenza, l’antifascismo è un valore fondante della nostra città che non può essere sbeffeggiato e calpestato per argomenti così futili come l’acquisto di un cane». Eh, appunto.«Su questo avevamo già espresso i nostri più che legittimi dubbi», insiste tuttavia l’associazione, «non solo per la spesa, ma anche per il richiamo al canile di Ancona della Decima Mas».

(Foto di copertina da archivio Ansa)