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Matteo Renzi risponde sulle Unioni Civili: «Ho giurato sulla costituzione non sul Vangelo»

«Faccio politica da laico, ho giurato sulla Costituzione non sul Vangelo. Conoscendo anche il mio mondo sapevo che ci sarebbero state polemiche e mi sarei stupito del contrario». Il giorno dopo l’approvazione del ddl sulle unioni civili, il presidente del Consiglio Matteo Renzi rivendica la decisione di aver posto la fiducia sulla legge. «La fiducia serve per verificare se si può andare più veloce in Parlamento ma anche un rischio: significa dire ‘su questa cosa mi gioco la faccia del governo, perché se non funziona vado a casa’», ha il premier nella registrazione a Porta a porta. «Ogni volta sui diritti delle coppie dello stesso sesso si è fatta una legge che diventava un bellissimo oggetto di discussione elettorale ma non materia parlamentare. E invece adesso finalmente le cose si fanno. La legge è equilibrata, di compromesso, non tutti possono esultare».

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MATTEO RENZI: «TROVO STRANO IL COLLEGAMENTO CON IL REFERENDUM, MA RISPETTABILE»

«Se sei convinto che una cosa sia giusta – ha proseguito Renzi – la fai. E se dovrai pagare le conseguenze in termini elettorali, le pagherai. Le cose che dobbiamo fare le stiamo facendo, indipendentemente dal rischio di perdere consensi. Il collegamento con il referendum costituzionale lo trovo strano, ma rispettabile».
Nelle nuove norme c’è anche la reversibilità delle pensioni per le coppie gay. Si rischia un aggravio dell’Imps. Boeri ha tranquillizato gli animi: «C’è un impatto sui conti, ed è inevitabile che ci sia, ma è nell’ordine di qualche centinaio di milioni di euro ed è quindi sostenibili». «Abbiamo fornito – ha spiegato il presidente dell’Inps – alcuni elementi di valutazione alla commissione parlamentare ed i costi non si sono rivelati così elevati. Sono sostenibili. Ci siamo infatti allineati all’esperienza tedesca, perché la legislazione tedesca era simile a quella italiana».

(foto ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)