Sfida delle mamme: perché è pericoloso postare foto dei tuoi figli su Facebook

di Redazione | 22/02/2016

sfida delle mamme fb

Sfida delle mamme. Se avete un profilo Facebook saprete sicuramente di cosa stiamo parlando. Da giorni impazza in rete la “Sfida delle mamme“: migliaia di foto di famiglia con bambini o senza, spesso aperte a chiunque, per propagandare l’amore per i propri figli. Una sfida virale – nata come campagna contro l’utero in affitto – che però ha dei rischi. La polizia postale infatti consiglia di evitarla perché ci sono tanti rischi nel diffondere le immagini dei propri bambini on line.

Da alcuni giorni circola questo messaggio tra le mamme, diffuso con il sistema delle Catene di Sant’Antonio: “Sfida delle mamme. Sono stata nominata da @@@@@@ per postare 3 foto che mi rendano felice di essere mamma. Scelgo alcune donne che ritengo siano grandi madri. Se sei una madre che ho scelto copia questo testo inserisci le tue foto e scegli le grandi madri”.
Mamme. Tornate in voi. Se i vostri figli sono la cosa più cara al mondo, non divulgate le loro foto in Internet. O quantomeno, abbiate un minimo di rispetto per il loro diritto di scegliere, quando saranno maggiorenni, quale parte della propria vita privata condividere. Se questo non vi basta, considerate che oltre la metà delle foto contenute nei siti pedopornografici provengono dalle foto condivise da voi.

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SFIDA DELLE MAMME: I RISCHI

Secondo quanto riporta l’associazione Meter Onlus di don Fortunato Di Noto, che in Italia monitora questo fenomeno, «le segnalazioni sui social network sono diminuite, ma i rischi di molestia e adescamento per minori su FB e Vkontakte sono in crescita. Perché il social network permette al pedofilo di fornire false identità». Nel Report 2014 si parla di 574.116 foto a oggetto pedopornografico (coinvolti minori da 3 a 13 anni), 95.882 video e 621 tra foto e video “pedo” di neonati (0-3 anni). La pedofilia viaggia in rete con materiale condiviso attraverso archivi telematici di singoli utenti, viaDropbox, iColud e Box.com. Secondo il monitoraggio Meter, che ha denunciato i casi individuati, si tratta di 353 Dropbox (5.496 foto e 2.975 video), 36 iCloud (1.348 foto e 3.873 video), 3 Box.com (6.676 foto e 1.336 video). In Australia, per esempio, i risultati di una ricerca condotta dalla Children’s eSafety Commissioner sentenzia che le immagini pubblicate dai genitori sui social network rappresentano metà delle foto presenti su alcuni siti di pedofilia.

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