Marianna Madia
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Articolo 18, il ministro Madia: «Per gli statali le tutele restano»

Una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, nella forma modificata dalla riforma Fornero del 2012, che prevede meno tutele in caso di licenziamento, si applica anche ai dipendenti della pubblica amministrazione. La sentenza 24157 del 2015, in particolare, ha dato torto al datore del lavoro confermando l’illegittimità di un licenziamento, ma nello stesso tempo ha spiegato che è «innegabile» l’applicazione dell’articolo 18 così come modificato.

 

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ARTICOLO 18, PER I DIPENDENTI DELLA PA NON CAMBIERÀ NULLA –

Tuttavia, resta da capire quanto il principio stabilito dalla Cassazione possa toccare il quadro legislativo disegnato all’inizio di quest’anno con la riforma del lavoro denominata Jobs Act. Sul punto è intervenuto il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia spiegando che le tutele restano, che nella pa nulla cambierà. Ne parla Luca Cifoni sul Messaggero:

Ora resta da capire quanto il principio stabilito dalla Cassazione possa toccare il quadro legislativo disegnato all’inizio di quest’anno dal Jobs Act. Sul punto è intervenuta ieri Marianna Madia, ministro della Pubblica amministrazione. A suo giudizio «per il pubblico impiego l’articolo 18 non vale, perché c’è una differenza sostanziale che è il tipo di datore di lavoro». Il ragionamento di Madia è che «il datore di lavoro privato ragiona con sue risorse, il datore di lavoro pubblico ragiona con risorse della collettività». Il ministro ha aggiunto che anche che «la sentenza letta a fondo e con attenzione dice che di fatto quel lavoratore va reintegrato perché oggi ci sono delle norme che dicono che per i procedimenti disciplinari è così». Il nodo è proprio il coordinamento tra le norme che riguardano la generalità dei lavoratori e quelle specifiche relative al pubblico impiego. Anche la riforma Madia del pubblico impiego ha in programma di specificare e chiarire questo aspetto. Ed eventuali future sentenze potrebbero applicare il principio stabilito dalla Cassazione a casi diversi, arrivando a magari a conclusioni differenti.

(Foto di copertina: ANSA / MATTEO BAZZI)