La paura degli ebrei in Francia

di Redazione | 12/01/2015

Gli ebrei in Francia hanno paura per la rinascita di un antisemitismo che negli ultimi anni ha provocato già decine di morti. Gli attentati di Parigi sono l’ultimo episodio della recrudescenza di un inquietante fenomeno, che ha spinto sempre più francesi di origine ebraica a trasferirsi in Israele per ragioni di sicurezza.

GLI EBREI IN FRANCIA E LA PAURA – Yohan Cohen, Yohav Hattab, Philippe Braham und Michel Saada sono stati uccisi dal terrorista affiliato all’Isis Amedy Coulibaly perché erano ebrei. Gli attentati di Parigi hanno scosso l’Europa così come il resto del mondo per l’allucinante attacco alla libertà d’espressione rappresentato dalla strage a Charlie Hebdo, ma l’assalto al supermercato Hyper Cacher è stato altrettanto inquietante. L’attacco terroristico ha rimarcato quanto sia grave la situazione per gli ebrei in Francia, una comunità di 500 mila persone minacciata da una rinascita dell’antisemitismo che ha dimensioni preoccupanti. Il premier transalpino Manuel Valls ha rimarcato come non sia immaginabile una Francia senza gli ebrei, una prospettiva che però potrebbe perfino diventare realistica in un futuro non così lontano. Negli ultimi anni è esplosa l’immigrazione degli ebrei francesi verso Israele, un trasferimento dettato da paure diffuse e confermate da numerosi atti di aggressione che continuano a susseguirsi, e culminati nella strage di Hyper Cacher. Nel 2015 dovrebbero essere 10 mila gli ebrei che lasceranno la Francia per andare a vivere tra Gerusalemme e Tel Aviv secondo le stime del ministro Sofa Landver.

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GLI EBREI IN FRANCIA E L’ANTISEMITISMO – Come rivelato da suo fratello a Bild Zeitung, il proprietario del supermercato kosher colpito prima di Shabbath, Patrice Oualid, dovrebbe lasciare la Francia per andare in Israele. Una scelta dettata dalla paura e dalla violenza subita, e che trova sempre più condivisione all’interno della comunità ebraica transalpina. Nel 2014 si sono trasferiti 7 mila ebrei in Israele, più del doppio rispetto all’anno passato, a conferma di una tendenza in continua crescita come la violenza nei loro confronti. Nel 2012 Mohamed Merah aveva assaltato una scuola ebraica uccidendo 4 persone, l’episodio più grave della recrudescenza antisemita registrata in questi ultimi anni prima degli attentati di Parigi di settimana scorsa. Nello stesso anno a Sarcelles erano state gettate bombe molotov contro un supermercato kosher, che solo per caso non provocarono una strage. Come rimarca Faz, la nuova ondata di pregiudizi e violenze anti ebraici proviene dalla comunità musulmana, assai numerosa in Francia visto che conta quasi 6 milioni di persone. Tra molti di loro sono diffusi sentimenti di forte ostilità che sfociano nell’antisemitismo, come evidenziato anche dal successo di un artista come Dieudonné. Da ormai diverso tempo i jihadisti transalpini vivono gli ebrei come un loro nemico da colpire. I motivi sembrano dettati dalle credenze in visioni complottististe così come dall’odio sociale dettato dalla maggior integrazione e ricchezza della comunità ebraica rispetto a quella musulmana.

Photo credit: KENZO TRIBOUILLARD/AFP/Getty Images