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Papa Ratzinger spiega perché si è dimesso

Joseph Ratzinger scrive alla Stampa di Torino per spiegare perché si è dimesso e ribadire che il suo addio è valido, dopo le uscite di stampa che mettevano in dubbio i fatti. Era stato Antonio Socci su Libero a parlare apertamente, qualche giorno fa, di «dimissioni non valide».

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RATZINGER RISPONDE ALLE DOMANDE – “Non c’è il minimo dubbio sulla validità della rinuncia al ministero petrino, è assurdo speculare su tale decisione”: così il papa emerito Benedetto XVI risponde con una lettera pubblicata in prima pagina ad alcune domande postegli dalla Stampa dopo alcuni commenti e interpretazioni sul suo gesto su media italiani e internazionali. Quanto all’abito bianco, spiega, solo praticità. Ratzinger risponde personalmente alle domande del quotidiano torinese con una lettera dal Vaticano intestata ‘Benedictus XVI, papa emeritus’ due giorni dopo aver ricevuto il messaggio della testata.

IL MINIMO DUBBIO – “Non c’e’ il minimo dubbio – precisa Benedetto XVI – circa la validita’ della mia rinuncia al ministero petrino”. E sottolinea che “unica condizione della validita’ e’ la piena liberta’ della decisione. Speculazioni circa la invalidita’ della rinuncia sono semplicemente assurde”. Il giornale ricorda fra l’altro come la possibilita’ di dimettersi fosse tenuta in considerazione da molto tempo, e come Ratzinger stesso ne avesse parlato nel libro intervista del 2010 con il giornalista tedesco Peter Seewald. Poi ritorna sugli eventi che avevano preceduto lo storico gesto del papa tedesco. Nella missiva alla Stampa, che ha in calce la sua firma autografa in una calligrafia minuta, Benedetto XVI risponde anche sul significato dell’abito bianco e del nome papale. E spiega: “il mantenimento dell’abito bianco e del nome Benedetto e’ una cosa semplicemente pratica. Nel momento della rinuncia – scrive Ratzinger – non c’erano a disposizione altri vestiti. Del resto porto l’abito bianco in modo chiaramente distinto da quello del Papa”. E conclude: “Anche qui si tratta di speculazioni senza il minimo significato”. Infine una sottolineatura sulle parole di una sua lettera al teologo svizzero Hans Kung e da questi citate nelle scorse settimane in cui Benedetto esprime “identita’ di vedute e amicizia di cuore” a Papa Francesco, il cui pontificato egli sostiene nella preghiera. “Il prof.Kung – precisa il papa emerito – ha citato letteralmente e correttamente le parole della mia lettera indirizzata a lui”. Tutto questo prima di concludere sperando di aver risposto “in modo chiaro e sufficiente” alle domande postegli dalla Stampa.(ANSA)