Il titolo allarmista sui «vestiti smaltiti da Aquarius con infezioni di meningite, Hiv e tbc»

di Redazione | 20/11/2018

Aquarius

C’è ancora confusione sulla questione del sequestro della nave Aquarius e sulle conseguenze che ciò comporterà sull’attività della ong. L’inchiesta che parte dalla procura di Catania riguarda un presunto smaltimento di rifiuti illeciti all’interno dei porti italiani: è questa l’accusa mossa dal gip di Catania Carlo Cannella, su richiesta del procuratore Carmelo Zuccaro. Medici senza frontiere prova a difendersi e a dichiararsi estranea da quella che definisce una lettura politica della questione. Ma la procura di Catania punta forte sullo smaltimento illecito di 24 tonnellate di rifiuti pericolosi, con un risparmio di costi di 460.000 euro da parte della nave Aquarius.

Aquarius, un po’ di chiarezza sui virus da Hiv, meningite e tbc sui vestiti dei migranti

All’interno dei documenti che accompagnano l’inchiesta, si legge che, nonostante ai migranti fossero state diagnosticate malattie come l’Hiv, la tubercolosi o la meningite, i loro vestiti non sono stati smaltiti correttamente. Tuttavia, da qui a sostenere – come hanno fatto alcuni giornali – che «i vestiti smaltiti da Aquarius avevano infezioni di meningite, Hiv e tbc» ce ne passa.

Sì, perché i virus di meningite e dell’Hiv muoiono a contatto con l’aria, nel giro di circa 20 minuti dalla loro esposizione. Non possono, dunque, trasmettersi attraverso i vestiti. Per quanto riguarda la tubercolosi, invece, possibile che il virus fosse rimasto all’interno del materiale organico presente sugli indumenti, ma anche da questo punto di vista una continua esposizione avrebbe reso impossibile il contagio.

L’allarmismo del contagio su alcuni quotidiani italiani

I titoli allarmisti di alcuni quotidiani, invece, servono a sottolineare ancora una volta la narrazione dei migranti che «vengono in Italia a portare le malattie», un’accusa inaccettabile che veicola un’idea di fondo razzista. Ovviamente, lo smaltimento di rifiuti deve avvenire secondo le prassi specificate e sarebbe un reato comportarsi diversamente. Ma non si può accostare assolutamente l’inchiesta della procura di Catania con l’idea che questi rifiuti possano provocare il contagio di malattie infettive.

«Dopo due anni di indagini giudiziarie, ostacoli burocratici, infamanti e mai confermate accuse di collusione con i trafficanti diuomini – è la dura replica di Medici Senza Frontiere a chi, come il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha rivendicato la chiusura dei porti alle navi delle ong – ora veniamo accusati di far parte di un’organizzazione criminale finalizzata al traffico di rifiuti. È l’estremo inquietante e strumentale tentativo di fermare a qualunque costo la nostra attività di ricerca e soccorso in mare».

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