Come il governo sta cambiando idea sulla «quasi obbligatorietà» dell’app Immuni

app Immuni

Dopo l’indiscrezione lanciata ieri dal Corriere della Sera, per la quale l’app Immuni sarebbe stata volontaria, ma comunque sottoposta ad alcune agevolazioni per chi effettuasse il download, il governo sembra aver fatto marcia indietro visto la reazione indignata delle persone che hanno letto di queste ipotesi. Queste ultime riguardavano agevolazioni negli spostamenti per chi scaricasse l’app, mentre per gli over 65 si pensava a una sorta di braccialetto elettronico per tracciare gli spostamenti. Il tutto, ovviamente, sempre su base volontaria. Tuttavia, usufruire di alcuni benefici avrebbe rappresentato comunque una disparità di trattamento non conforme ai principi costituzionali per le persone che non hanno intenzione di scaricare l’applicazione sui propri smartphone.

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App immuni, nessuna agevolazione e differenza di trattamento per chi non la scarica

Dunque, l’ipotesi discussa dal governo sembra essere definitivamente saltata, sotto i colpi delle dichiarazioni della viceministra alla Salute Sandra Zampa («Non abbiamo alcuna intenzione di limitare la libertà di movimento di nessuno. Semmai si tratta di individuare un sistema in grado di incentivare gli italiani a partecipare al progetto») e sotto quelle di alcuni deputati della maggioranza come Filippo Sensi e Marianna Madia.

La soluzione resterà sempre quella di far scaricare l’app Immuni su base volontaria, senza alcun incentivo al download. Certo, senza una massiccia adesione della popolazione italiana rispetto all’impiego dell’applicazione, il progetto di tracciare gli spostamenti di almeno il 60% degli italiani per dare un qualche valore al lavoro che si sta mettendo in campo rischia di essere vanificato. Ma non si può certo pensare di effettuare scelte discriminatorie nei confronti di un cittadino sulla base della sua volontà di scaricare un’applicazione sul suo smartphone.

App immuni, le nuove idee per incentivare il download

In un primo momento, il governo aveva pensato di limitare le uscite dalla propria regione di appartenenza per tutte quelle persone che non avessero l’app Immuni. Adesso, la soluzione potrebbe essere più soft: nel caso in cui si voglia entrare in un museo o partecipare a un evento pubblico, potrebbe essere necessario l’utilizzo dell’applicazione. Ma restano ancora idee a livello ipotetico, perché il dibattito all’interno della maggioranza è molto acceso.

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