Pappalardo, il candidato dei gilet arancioni in Umbria, dice di aver avuto il via libera da Draghi per la «lira umbra»

di Enzo Boldi | 23/10/2019

Antonio Pappalardo
  • L'ex generale lo ha raccontato ai microfoni di Un giorno da pecora, su Rai Radio1

  • C'è anche lui nella lista dei candidati per le regionali in Umbria di domenica

  • Il leader dei gilet arancioni torna a parlare della lira umbra e dell'incontro con Mario Draghi

Che fosse un personaggio sopra le righe era ben noto alle pagine della cronaca. Ora, però, Antonio Pappalardo ha la sua grande occasione elettorale. Domenica, infatti, il suo nome comparirà sulla scheda per le elezioni Regionali in Umbria, accanto a quelli dei grandi favoriti Vincenzo Bianconi (M5S-Pd) e Donatella Tesei (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia). E tra le sue tante proposte caratteristiche c’è anche quella di creare una moneta parallela, con tanto di banca regionale ad hoc. Il tutto, secondo il suo racconto, approvato da Mario Draghi.

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«La Banca Centrale Europea consente agli Stati e alle Regioni in difficoltà economiche di stampare una moneta complementare – ha detto l’ex generale Antonio Pappalardo ai microfoni di Un giorno da pecora, su Rai Radio1 -. Non elimina l’euro, ma si affianca all’euro. Io di questa lira umbra ho parlato direttamente con Mario Draghi». Un colpo di scena che aggiunge tensione al prosieguo del racconto fatto dal candidato dei gilet arancioni alle elezioni Regionali di domenica 27 ottobre.

Antonio Pappalardo e la lira umbra

«Mario Draghi ha detto: ‘lei la può stampare’, caro generale». Antonio Pappalardo dice di aver incontrato il presidente (uscente) della Banca Centrale Europea a Città della Pieve (in Umbria) e si sono fermati in strada a parlare proprio di questa lira umbra che, secondo quanto riportato dal candidato dei gilet arancioni (ispirato dai francesi gilet gialli), può essere stampata.

La banca libera umbra (che non esiste)

Poi spiega come Draghi gli abbia ricordato la necessità che questa nuova moneta sia accettata dagli umbri, perché è una moneta a corso libero e non legale. «I soldi saranno presi da una banca libera umbra che andremo a istituire».

Insomma, non esiste ancora nulla e, soprattutto, i sondaggi non danno speranza ad Antonio Pappalardo di realizzare questo suo sogno economico.

(foto di copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI)