Atlantia non fa ‘concessioni’ al governo per Alitalia

di Enzo Boldi | 04/10/2019

Alitalia
  • Come la storia ha già insegnato in passato, la situazione della compagnia di bandiera entra di nuovo in stallo

  • Atlantia ha inviato una lettera la Mise in cui fa capire che il suo impegno è condizionato dalla revoca delle concessioni

  • Il gruppo della famiglia Benetton parla, poi, di salvataggio e non rilancio: due cose ben differenti

A stupire è lo stupore. Atlantia, la holding della famiglia Benetton, ha scritto una lettera al neo-ministro dello Sviluppo Economico (e del Lavoro) Stefano Patuanelli in cui ha messo in evidenza come l’ingresso nelle quote azionarie di Alitalia non possa che essere condizionato da una certezza: la conferma (o meno) delle concessioni autostradali ad Aspi (controllata dal gruppo). Il Mise ha risposto dicendo di non esser disposta ad accettare ricatti, ma la trattativa (ora) potrebbe portare all’ennesimo rinvio della scadenza prevista per martedì 15 ottobre.

«Il permanere di una situazione di incertezza in merito ad Autostrade per l’Italia o ancor più l’avvio di un provvedimento di caducazione – si legge nel testo redatto e spedito dal gruppo Atlantia -, non ci consentirebbero, per senso di responsabilità riconducibile sia alle risorse finanziarie necessarie che alla tutela degli interessi dei nostri circa 40 mila azionisti italiani ed esteri, dei circa 31 mila dipendenti del gruppo e di tutti gli stakeholders, di impegnarsi in un’operazione onerosa di complessa gestione ed elevato rischio». La caducazione a cui si fa riferimento nella lettera inviata al Mise non è altro che la revoca della concessioni autostradali che sono ancora nelle mani di Aspi.

Alitalia, Atlantia e le concessioni: il triangolo no

Alitalia, dunque, entra nuovamente in una fase di stallo. Nel prosieguo della lettera al Mise, inoltre, Atlantia fa riferimento a un salvataggio della compagnia di bandiera e non a un rilancio. In soldoni: si può effettuare un piano solo a breve termine per evitare il fallimento totale, ma senza l’impegno a irrorare le casse dell’azienda per anni garantendone il rilancio sul mercato.

Lo spettro tedesco come soluzione

Il ministro Stefano Patuanelli ha replicato a questa lettera dicendo di non voler sottostare a ricatti. Ora, però, il Mise è chiamato a trovare una soluzione per evitare l’ennesimo rinvio di una storia infinita. La revoca delle concessioni autostradali, infatti, è una delle promesse fatte dal Movimento 5 Stelle (e digerita anche dal Partito Democratico) ai suoi elettori e non portarla avanti sarebbe l’ennesima giravolta. E sullo sfondo si riaccende la luce su Lufthansa, ma lo status quo non fa ben sperare.

(foto di copertina: ANSA/ TELENEWS)

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