Alessandro Maria Montresor, effettuato il trapianto di cellule staminali

di Gaia Mellone | 21/12/2018

  • Il bambino è stato ricoverato a novembre presso l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma

  • Alessandro Montresor è affetto da Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH)

  • Il trapianto è stato effettuato con le cellule del padre

C’è speranza per il piccolo Alessandro Maria Montresor. Negli scorsi giorni i genitori del bambino affetto da Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH) si sono sottoposti a tutti gli screening necessari per individuare chi fosse il donatore idoneo di cellule staminali emopoietiche. Dagli esami è risultato che il padre poteva essere la scelta. Il trapianto all’ospedale romano del Bambin Gesù.

Alessandro Maria Montresor, il trapianto con le cellule del padre

Il piccolo è stato sottoposto per tutta la settimana ad una serie di terapie preparatorie al trapianto di cellule staminali emopoietiche. Queste cellule sono state raccolte dal sangue periferico del padre, Paolo Montresor,  manipolate e trapiantante nel corpo del bambino ieri sera. Dopo la gara di solidarietà che aveva visto migliaia di persone registrarsi per diventare potenziali donatori per Alessandro, era stato individuato un donatore idoneo che però «si è reso disponibile solo da metà gennaio», hanno scritto i genitori sulla pagina Facebook. «Tale tempistica purtroppo è incompatibile con la malattia del nostro bimbo, che come sapete richiede un trapianto il prima possibile». Il percorso terapeutico e il trapianto si sono svolti presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove Alessandro era stato trasferito alla fine di novembre dall’Ospedale Great Ormond Street di Londra. L’ospedale del vaticano è all’avanguardia a livello mondiale per questa tecnica innovativa di trapianto, che potrebbe ridare la speranza ad Alessandro e alla sua famiglia.

Alessandro Maria Montresor ha subito ieri il trapianto, cruciali i prossimi giorni

Bisognerà aspettare ancora qualche giorno prima di gridare vittoria, fanno sapere dall’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, «sorvegliando adeguatamente che non insorgano complicanze e che non si manifesti il rigetto delle cellule trapiantate» complicanza possibile e che potrebbe essere estremamente problematica per il piccolo paziente. «Il percorso trapiantologico potrà dirsi compiutamente realizzato presumibilmente prima della fine del mese di gennaio» aggiunge il comunicato ufficiale dell’ospedale.

(Credits immagine di copertina: post pagina facebook Alessandro Maria)