Alessandro Di Battista è «annoiato» dalle Ong: «In Italia ci sono altri problemi»

di Gaia Mellone | 05/07/2019

Alessandro Di Battista è «annoiato» dalle Ong: «In Italia ci sono altri problemi»
  • Alessandro Di Battista intervistato al Festival del Libro possibile a Polignano ha fatto dichiarazioni inaspettate

  • Visto il suo passato da cooperante, ha colpito che dicesse «le tematiche dell'Ong mi annoiano»

  • L'ex deputato spiega il motivo delle sue affermazioni

Alessandro Di Battista, nonostante il suo passato da cooperante e la sua grande verve per i temi sociali e i diritti umani, ha spiazzato la platea del Festival del Libro possibile di Polignano a Mare quando ha detto che «le tematiche dell’Ong mi annoiano»

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Alessandro Di Battista è annoiato dalle Ong: «In Italia ci sono altri problemi»

«Prima di fare il parlamentare nella mia prima vita, ho fatto il cooperante, ho lavorato in Congo» ha detto Alessandro Di Battista, e proprio per via di questa precisazione nessuno si sarebbe aspettato che dalla sua bocca uscissero le parole «le tematiche dell’Ong mi annoiano». Dibba però ha una sua teoria: «Forse più che dare di più all’Africa, dovremmo toglierle di meno» spiega l’ex deputato, condannando una volta per tutte lo slogan del «accogliamoli tutti», sostenendo che «l’accoglienza oggi come oggi non è un valore». Prima di affrontare la tematica delle Ong, e in particolare della Sea Watch, Alessandro Di Battista ha chiarito di non credere «che i flussi migratori siano cose positive». «Questa frase magari viene additata come razzista» mette le mani avanti Dibba, ma non lo è poiché l’intento del suo ragionamento è far capire che per combattere l’immigrazione bisogna affrontarne «le cause» altrimenti «non ne usciremo mai».

Dopo aver quindi cercato di spostar l’attenzione sul motivo che spinge e innesca i flussi migratori più che sulla loro gestione, Alessandro Di Battista non ha potuto esimersi dal commentare la posizione del governo sulla questione Carola Rackete e Sea Watch. Il Movimento 5 Stelle ha infatti difeso le leggi italiane, cercando diplomaticamente di bilanciare le frasi eccessive e prepotenti fatte da Matteo Salvini. «Ho detto che è giusto proteggere i confini, il business dell’immigrazione va bloccato, non mi sta bene il comportamento delle Ong» elenca Di Battista sintetizzando in tre punti il suo pensiero, e aggiunge: «ma è sbagliato credere che il problema degli immigrati sia quello principale dell’Italia». Ecco perché «le tematiche delle Ong mi annoiano»: l’attenzione sul braccio di ferro tra il Viminale e la Sea Watch ha distratto dai veri problemi dell’Italia, come «le organizzazioni criminali, l’accentramento di potere il liberismo galoppante e la corruzione endemica in tutti i settori, anche nella magistratura». Sospettoso Dibba dice che ha trovato molto strano – con un certo sarcasmo – «che nei giorni in cui la Sea Watch era a largo Di Lampedusa, volutamente perché la capitana avrebbe creato un caso politico, c’erano parlamentari che hanno votato la guerra in Libia e fatto finta di piangere, che non hanno mai versato lacrime per i bambini morti in Libia, per una guerra avallata da un governo di centrodestra». Il motivo? «È tutto uno show». Non esistono solo i migranti in mare che arrivano sulle coste italiane, bisogna guardare oltre la costa e il Mediterraneo. «Mi piacerebbe che qualcuno parlasse di chi muore cambiando le rotte o attraversando il deserto» ha continuato infatti Di Battista, «ci vogliono politiche internazionali, di rispetto delle sovranità dei Paesi africani. Ci sono tanti movimenti panafricanisti che svolgono in tutto il continente un ruolo e il M5S ha il dovere di supportarli».

(credits immagine di copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)