La figlia di Aldo Moro: «Mio padre era un grillino ante litteram»

di Enzo Boldi | 22/01/2019

Maria Fida Mora, figlia di Aldo Moro
  • La figlia di Aldo Moro ha annunciato di esser pronta a fare causa allo Stato italiano

  • Il nostro Paese non ha mai fatto valere per lui la legge sulle vittime del terrorismo

  • Il Presidente della Democrazia Cristiana è definito come un "grillino ante litteram"

Aldo Moro è stato il precursore del Movimento Cinque Stelle. La provocazione, che a leggerla così sembra quasi essere una follia, arriva direttamente da Maria Fida Moro, figlia del presidente della Democrazia Cristiana sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse nel maggio del 1978. La donna, oggi 72enne, ha raccontato il suo passato e quello di suo padre, con dei retroscena inaspettati, ma così vicini a una politica attuale.

«Mio padre ha dato tutte le sue indennità parlamentari ai bambini poveri perché potessero studiare – ha spiegato la figlia di Aldo Moro a Radio Cusano Campus -. Era un grillino ante litteram, però nello spirito iniziale». Il suo emolumento, quindi, era girato direttamente nelle casse delle famiglie per consentire ai più piccoli di completare il loro percorso di studi. Un discorso un po’ diverso da quello fatto dai parlamentari del MoVimento 5 Stelle sulla restituzione della diaria, ma comunque in linea con lo stesso principio.

Aldo Moro, un grillino ante litteram

E lo spirito grillino sembra esser rimasto a pervadere i familiari di Aldo Moro, ma solo nella forma originale del Movimento. Quello che riuniva migliaia di persone nelle piazze e si rendeva parte di un cambiamento che, ora che sono al potere, sembra esser svanito dietro a proclami. «Io sono stata al secondo V-day di Torino nel 2008 – ha spiegato Maria Fida Moro -, una delle più belle manifestazioni a cui io abbia partecipato, e mi chiedo dove sia finito quello spirito».

La causa contro lo Stato italiano

Mentre in Italia, con l’arresto di Cesare Battisti, si è tornati a parlare delle vittime del terrorismo, Maria Fida Moro ha deciso di fare causa allo Stato italiano per il trattamento che è stato riservato alla sua famiglia dopo la morte del padre. « La legge delle vittime sul terrorismo, legge del 2004, è stata applicata per tutti tranne che per la mia famiglia, al 15mo tentativo di farla applicare volevo ricorrere, per chiara discriminazione, alla Corte europea dei diritti umani dove però potrò andare solo dopo aver tentato tutte le strade in Italia – ha detto la figlia di Aldo Moro -. Mio padre è emblema delle vittime del terrorismo, ma per lui la legge non vale. A me, figlia maggiore, ex senatore della Repubblica, non possono applicare la legge. Con questa legge ti viene data una pensione virtuale che aggiunge degli anni virtuali a quelli che tu hai effettivamente fatto».

(foto di copertina: ANSA-PHOTOROLA- CD)