Facebook blocca il video in diretta di Alain Cocq che voleva lasciarsi morire

L'uomo, 57 anni, ha una rara malattia ma - secondo la legge francese - non è un malato terminale

di Gianmichele Laino | 05/09/2020

Alain Cocq

Alain Cocq si definisce «malato terminale da 34 anni». Sembra un paradosso, ma è esattamente quello che ha provato, cercando di combattere con una rara malattia che non prevede alcuna cura. Continue ischemie dovute alla contrazione delle arterie, impossibilità di alimentarsi regolarmente e di avere una vita regolare. La malattia dell’uomo originario di Dijon non ha una cura e va avanti da troppo tempo. Per questo aveva chiesto al presidente Emmanuel Macron la possibilità di beneficiare dell’eutanasia.

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Alain Cocq e il suo tentativo di trasmettere la morte in diretta Facebook

Una circostanza che si è rivelata inapplicabile, dal momento che in Francia la legislazione prevede l’eutanasia soltanto per i malati terminali. E la malattia di Alain Cocq, che persino la letteratura medica fatica a inquadrare, non è considerata tra queste. Perciò, l’uomo francese ha deciso di trasmettere in diretta su Facebook un video in cui avrebbe mostrato la sua lenta morte. Specificando che non si trattava di un suicidio, ma semplicemente dell’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione, aveva provato a mandare in onda gli ultimi istanti della sua vita.

Oggi, però, Facebook ha bloccato – per il suo account – la diffusione di video. E Alain Cocq ha immediatamente protestato:

«Non mancate – ha scritto sullo stesso social network – di far sapere cosa pensate a Facebook dei suoi metodi di discriminazione iniqui e di ostacolo alla libertà di espressione, diritto però imprescindibile per qualsiasi cittadino francese ed europeo. Chiamate i vostri deputati francesi ed europei, i vostri senatori, il governo, la presidenza della Repubblica per protestare contro la violazione di questo diritto fondamantale da parte di Facebook, affinché questo finisca immediatamente».

Alain Cocq e l’appello ai suoi followers

Alain Cocq aveva provato a usare anche l’ironia per accompagnare questo video, pubblicando costantemente gli aggiornamenti sugli ultimi istanti di vita. Chiedeva, nonostante il video non fosse violento, di impedirne la visione ai minori di 16 anni e, ogni tanto, continuava a fare battute con i suoi followers: «Fermate le orazioni funebri – aveva scritto solo qualche ora fa -: non sono ancora morto».

Facebook è intervenuto in maniera netta, bloccando la diffusione di video dalla sua pagina. La situazione è in evoluzione e bisognerà capire cosa deciderà di fare Alain Cocq, se continuerà nel suo proposito o se l’opinione pubblica francese, alimentata anche da alcune associazioni per il diritto all’eutanasia, riuscirà a smuovere le acque in una situazione dove etica e libertà di espressione viaggiano sul filo del rasoio.

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